«Provincia, il candidato lo sceglierà tutta la Cdl»

(...) un’amministrazione litigiosa al suo interno come lo è il governo Prodi. La Cdl già nei primi giorni di settembre darà il via libera al “tavolo Isimbardi”...».
Ma chi è il candidato azzurro?
«Ci sono diversi nomi, che rappresentano il meglio delle capacità sul territorio: Tiziana Maiolo, Guido Podestà e Gabriele Albertini. Ma la scelta, ripeto, sarà fatta dalla Cdl al “tavolo Isimbardi”. Comunque, per i collegi provinciali presenteremo chi ben ha lavorato all’opposizione insieme ai nostri sindaci e ai presidenti e vice presidenti dei consigli di zona. Donne e uomini in grado di catturare fino all’ultimo voto per raggiungere l’obiettivo di mandare a casa la sinistra».
Scusi, Gelmini, c’è però di mezzo un passaggio che per Forza Italia è importante: quello dei congressi.
«Sono la prova del radicamento azzurro, conferma che il nostro non è un partito di plastica. I congressi che si svolgeranno da settembre saranno appuntamenti dove non c’è traccia delle liturgie dei vecchi partiti o dove si elegge la nomenklatura».
Be’, pardon, ma il suo incarico di coordinatore regionale non viene riconfermato in sede congressuale...
«Ormai quasi tutti gli organi sono elettivi, Silvio Berlusconi si è solo riservato di esprimere il coordinatore regionale. Io non avrei nulla in contrario che anche quest’incarico fosse nominato con il voto. Ma quel che conta dei congressi di Forza Italia è il contenuto, la conferma di un progetto radicato sul territorio».