La Provincia «deraglia» sulla Torino-Lione

La maggioranza di sinistra in Provincia deraglia sull’alta velocità. A dare involontariamente il via a quella che rischia di trasformarsi in una bagarre politica senza soluzione di continuità (ma che non fa altro che confermare l’incomunicabilità delle troppe anime della sinistra al governo) è stato il presidente della Regione Claudio Burlando. Che, insieme ad altri quattro presidenti di Regioni del Nord (Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia) ha aderito alla «lettera aperta» del Comitato Transpadana indirizzata al presidente del consiglio Romano Prodi per chiedergli di sostenere l’inserimento del progetto della nuova linea ferroviaria Torino-Lione nel budget 2007-2013. Si tratta di un’opera contestata dagli ambientalisti e dagli abitanti della Val di Susa preoccupati che il loro territorio venga deturpato in maniera irrimediabile. Ma è allo stsso tempo un’opera irrinunciabile per l’economia del Paese. Allora che fare? Se il governo di centro-destra molto compatto pur sapendo di andare incontro a scontentezze aveva cercato di spiegare l’importanza del progetto e di confrontarsi con la gente per ridurre al minimo eventuali disagi, quello di centrosinistra che si trova a dover fare i conti con le sue mille anime. Che ogni tanto fanno a pugni. Come nel caso della Provincia. Due giorni fa Rosario Amico, assessore ai Trasporti, ha presentato un’informativa di giunta in cui si proponeva l’adesione alla «lettera aperta» sulla scia di Burlando. Apriti cielo! Gli assessori di Rifondazione Comunista Marina Dondero e Mauro Solari, insieme con il capogruppo di Rifondazione a Palazzo Spinola, Aurelio Macciò, hanno immediatamente risposto con un secco no. Votando contro e esprimendo anche una forte critica nei confronti dell’assessore Amico responsabile di una «inaccettabile forzatura».
«Del resto - si legge in un nota diffusa da Rifondazione - nello stesso programma dell’Unione si afferma che qualsiasi nuova opera infrastrutturale deve necessariamente essere convalidata dalla valutazione ambientale strategica nella quale, anche tramite percorsi partecipativi, si devono confrontare opzioni diverse». Tradotto: doveva consultarci.