La Provincia: "È un’ecotassa". Delusi anche gli ambientalisti

Podestà boccia la politica di Palazzo Marino sull’inquinamento. E perfino nella maggioranza è partito il fuoco di sbarramento

La «zona C»? Un provvedimento che scontenta tutti e non accontenta nessuno. Nonostante la doppia soluzione trovata - sconti ai commercianti ma anche no - la congestion charge è riuscita a scatenare una ridda di polemiche e malcontenti. Il primo a lanciare i suoi strali il presidente della Provincia Guido Podestà: «Un provvedimento di scarsissima utilità che ha il solo fine di far cassa penalizzando la città, i cittadini, e in particolar modo i commercianti e artigiani. Artigiani e commercianti, infatti, non potranno che ricaricare l’ecotassa sui prezzi al consumatore». «Pensare che abbiamo introdotto la congestion per fare cassa è sbagliato - la replica a stretto giro del sindaco - per fare cassa avevamo altri mezzi. Abbiamo voluto uno strumento per rendere la città più vivibile, per mantenere un impegno preso in campagna elettorale e per rispondere a quanto è stato chiesto con i referendum».
«Area C come cassa» ironizza il vicepresidente del consiglio comunale Riccardo De Corato, mentre il capogruppo del Pdl Carlo Masseroli osserva: «Milano è dieci anni in ritardo su Londra. Mentre Londra ha ridotto l’area e la meta e si appresta a cancellare l’“Area c”, questa giunta rincorre un esperimento finito». Anche la Lega, con Matteo Salvini, annuncia battaglia: «Siamo pronti a sostenere class action e ricorsi di coloro che, abitando nella Cerchia dei Bastioni e non essendo per questo necessariamente milionari, rischiano di pagare fino a 1.000 euro per uscire o tornare a casa».
Nonostante le agevolazioni, che hanno fatto infuriare comitato promotore del referendum, ecologisti e Sel, gli artigiani sono scontenti: «Siamo insoddisfatti - spiega il segretario generale Marco Accornero - le nostre proposte sono state accolte in maniera molto limitata. Noi avevamo chiesto agevolazioni per la sosta anche per chi possiede un negozio in centro e vive fuori». Annunciano ricorso al collegio dei garanti i rappresentanti del comitato promotore dei referendum ambientali: «La concessione di una tariffa scontata per la congestion charge ai veicoli commerciali è una grave macchia rispetto sia allo spirito che alla lettera del referendum approvato dai milanesi. Ricorreremo al Collegio dei garanti perché valuti se questo elemento non costituisca una sostanziale mancanza rispetto degli obiettivi referendari». «Un vero peccato la deroga ai commercianti - il commento del presidente della commissione Mobilità, l’ex verde Carlo Monguzzi -. Un po’ più di coraggio avrebbe più confortato lo spirito dei tantissimi cittadini che hanno votato al referendum». Le deroghe finiscono anche nel mirino di Sel: «a volte capita di dover prendere decisioni impopolari - attacca il consigliere Luca Gibillini - ma le deroghe devono essere limitatissime se non inesistenti».