La Provincia fa dimettere i consiglieri col «doppio lavoro»

Entro 20 giorni le incompatibilità con i consigli di amministrazione dovranno essere risolte

Fabrizio Graffione

Consiglieri provinciali che ricoprono cariche di altre istituzioni dove la Provincia ha un controllo di almeno il venti per cento. Una situazione di incompatibilità stabilita dalle legge numero 17 dell'agosto 2005. Cinque casi denunciati da un'interrogazione del gruppo di An firmata da Agostino Bozzo e Augusto Sartori lo scorso luglio che sono approdati ieri pomeriggio in consiglio. Il presidente Mauro Cavelli ha ricevuto la mozione d'ordine da Agostino Bozzo, che è anche presidente della prima commissione affari istituzionali, dando assicurazione che si sono attivate le procedure. La mozione naturalmente non è stata discussa dall'assemblea consiliare come prevede la nuova normativa. Entro una ventina di giorni quindi i consiglieri «sotto osservazione» devono comunicare per quale incarico hanno optato.
La decisione più importante riguarda quella di Milò Bertolotto, la diessina di Camogli scelta dal suo partito per andare a ricoprire l'incarico di vicepresidente della Fiera di Genova dove la provincia detiene il 22 per cento.
«Sono stata scelta dal partito - commenta Bertolotto - ho ancora qualche giorno per pensarci. Non so ancora se mi dimetterò dalla provincia per intraprendere l'impegno in Fiera. Vedremo che cosa sarà meglio per l'interesse dei cittadini». Gli altri consiglieri scovati dai segugi di An sono due. Lo stesso presidente della giunta Alessandro Repetto, della Margherita, che è stato eletto membro dell'accademia navale della marina mercantile, dove la provincia detiene il 51 per cento, e della Società di Cornigliano, il 22,5 per cento. In quest'ultimo caso, tuttavia, non ci sarebbe incompatibilità perché lo statuto prevede che siano presenti anche altri rappresentanti istituzionali come il sindaco di Genova e il presidente della regione.
L'altro è il diessino Agostino Barisione membro del consorzio Valle Stura expò, dove la provincia detiene il 45,61 per cento, e della Set srl, dove la provincia è addirittura unico socio.
«Abbiamo presentato l'interrogazione - spiegano Bozzo e Sartori - a inizio luglio. Dobbiamo riconoscere che il presidente Repetto ci ha risposto in tempi brevi e dettagliatamente spiegandoci che almeno per l'accademia navale si provvederà alla sostituzione di lui stesso nei tempi occorrenti all'espletamento dell'iter necessario per tale operazione. Mentre per la società di Cornigliano accettiamo la presenza di Repetto perché stabilita da altra legge. È stato quindi fatto un monitoraggio sugli enti che hanno come socio la provincia almeno al venti per cento e il risultato è che cinque consiglieri devono quindi optare su quale poltrona continuare a sedere. In sostanza l'incompatibilità riguarda 5 società partecipate su 26. Non facciamo sconti a nessuno».