Provincia «immobile» su trasporti e mobilità

Palazzo Isimbardi destina solo l’1% dei soldi disponibili allo sviluppo. Fi: «Impegni risibili, servono fatti»

Gianandrea Zagato

La percentuale di impegno della Provincia di Milano per la mobilità e i trasporti è pari all’un per cento. Avete letto bene: un per cento ovvero 616mila 881 euro su uno stanziamento di 93 milioni 350mila 163 euro. Niente male davvero, secondo l’annuale «esame dell’equilibrio del bilancio e gestione dell’esercizio nonché dello stato di attuazione dei programmi» firmato dal collegio dei revisori dei conti.
Mentre i milanesi reclamano infrastrutture e trasporti pubblici, l’amministrazione di centrosinistra guidata da Filippo Penati compie la scelta politica di impegnare l’un per cento «di competenza su spese d’investimento». Un per cento di impegno - traduzione, delibere che effettivamente utilizzano i soldi stanziati - su quello che è uno dei problemi di maggior evidenza dell’area metropolitana, nodo su cui gravitano qualcosa come cinque milioni di persone e che è una delle più importanti porte da e verso l’Europa. Ma per Penati quell’un per cento è «sostanzialmente in linea con le previsioni» come, mette nero su bianco, nella sua relazione al consiglio provinciale sullo stato di attuazione dei programmi. Affermazione che il presidente dell’amministrazione di via Vivaio sottoscrive anche per «lavoro, formazione, cultura, servizi sociali e ambiente»: «Sono questi gli impegni centrali del programma di governo dell’amministrazione provinciale (...) le cui relazioni dettagliate dei settori mostrano essere sostanzialmente in linea con le previsioni».
E, infatti, le «politiche per la tutela dei diritti sociali» si fermano a quota due per cento, gli investimenti per le «politiche per lo sport, l’Idroscalo e il tempo libero» si attestano al 14 per cento e quelle per il «territorio» al 29 per cento. Ma c’è anche lo zero per cento «di impegno di competenza su spese d’investimento» raggiunto dal programma per le «politiche per l’ambiente» e il 16 conquistato da quelle per la «cultura e la valorizzazione dei beni culturali». Risultati che Bruno Dapei, capogruppo di Forza Italia, così commenta: «Impegni risibili che non offrono alcuna risposta ai bisogni del territorio, di quell’area metropolitana dove il contributo di Penati è a parole. Effetto sinistro dei veti incrociati di Verdi e Comunisti che paralizzano l’azione amministrativa, come accade per la Tem».
Nessuna soluzione, quindi, per «il rilancio del sistema economico milanese né per i problemi della mobilità correlata alla difesa dell’ambiente e allo sviluppo della cultura» aggiunge Giovanni De Nicola, capogruppo di Alleanza nazionale. In compenso, nota Forza Italia, sono aumentate rispetto al 2005 le percentuali riferite all’impegno sulla «valorizzazione del patrimonio» (dal 62 al 73 per cento), al programma dell’«ente» (dal 66 all’80 per cento) e alle «relazioni istituzionali e partecipazione» (dal 5 al 15 per cento): «Incrementi ai danni degli anziani, degli interventi ambientali e dei Comuni della Brianza».