La Provincia inaugura centro per ex-lucciole

Un permesso di soggiorno e una casa, un rifugio dalla violenza dove cercare di rifarsi una vita. Per le donne costrette a prostituirsi c’è una via d’uscita, un aiuto concreto per spingerle a denunciare i «padroni» della rete di sfruttamento che le tengono sotto tiro. La Provincia ha inaugurato ieri una struttura di ospitalità nella zona della Magliana, gestita dall’associazione «Differenza Donna» che dal 1989 è in prima linea nella lotta alla violenza contro le donne e offre diversi servizi, dall’accoglienza al sostegno psicologico e alla consulenza legale. Ogni anno sono 500 le donne che si rivolgono solo al centro provinciale di «Differenza Donna», capace di accogliere sette richieste di ospitalità. La nuova struttura è nata per essere un punto di riferimento specifico per le clandestine vittime del racket della prostituzione, facilmente ricattabili. Per questo motivo è fondamentale la possibilità di concedere un permesso di soggiorno per chi è in condizione di semischiavitù e decide di collaborare con la giustizia italiana. Nella maggior parte dei casi si tratta di minorenni, vittime di tratta, che si sono ribellate agli sfruttatori e dopo la fuga si sono rivolte alle forze dell’ordine. Per loro sono disponibili quattro stanze singole. «Pensiamo di poter avere locali più grandi e risorse per poter prolungare la permanenza delle ragazze - ha detto la responsabile della struttura -. Il progetto ha dato esiti molto soddisfacenti sul piano delle relazioni con le istituzioni e le forze dell’ordine». Il centro di accoglienza è stato finanziato in parte dalla Provincia di Roma con 63 mila euro e dal ministero delle Pari Opportunità per una somma di 26.500 euro. «Questo vuole essere un luogo nel quale le ragazze possono avere un’occasione di riscatto, un’opportunità di libertà - ha spiegato l’assessore provinciale alle Politiche sociali Claudio Cecchini. - Abbiamo pensato anche alla loro integrazione futura attraverso una serie di corsi di formazione professionale che serviranno loro a intraprendere un’attività lavorativa». Il coraggio delle vittime di denunciare gli aguzzini viene premiato con un progetto di accoglienza e di supporto, un passo in avanti nella lotta contro chi lucra sulla prostituzione.