Provincia lumaca

Roberto Saviano, autore di Gomorra, è da un paio di anni nel mirino della camorra. Parecchi mesi fa la sua decisione di abbandonare Napoli aveva scatenato un putiferio. Così come parecchi mesi fa un gruppo di delinquenti aveva minacciato alcuni giornalisti Rai, tra cui Federica Sciarelli, facendo irruzione nella sede romana della televisione di Stato. Due episodi, distanti tra loro, che hanno la matrice comune della libertà di stampa e opinione. Due fatti avvenuti entrambi l'anno scorso. Due argomenti discussi soltanto ora dal consiglio provinciale che, al solito, non smentisce Palazzo Spinola come capitale del ritardo. Tant'è. Alla fine se per Saviano c'è stata la solidarietà di tutti i consiglieri che hanno votato all'unanimità la mozione del centrosinistra, per quelli di Chi l'ha visto l'opposizione di centrodestra si è spaccata. Vaccarezza di Forza Italia ha abbandonato l'aula al momento del voto in polemica con la maggioranza. I suoi colleghi Zito e Tassi hanno votato a favore della mozione illustrata da Sonia Zarino del Pd. Così come ha fatto Muzio di An. Bianchini, Maggi (FI) e Pernigotti (lista Biasotti) si sono astenuti. Mentre dai banchi del centrosinistra hanno votato tutti compatti a favore. «Sarebbe bene prima di esprimere il voto - ha detto polemicamente Vaccarezza - di invitare qui in consiglio provinciale Sciarelli e i suoi colleghi per sapere come si sono svolti i fatti avvenuti quattro mesi fa». «Avevamo dato solidarietà al direttore del Giornale quando aveva ricevuto minacce da parte di Idv - ha ribattuto Francesco Chiantìa, Pd - questo atteggiamento irrisorio è grave e deludente. L'episodio è vecchio. D'accordo. Ma mi aspettavo dai rappresentanti dell'opposizione maggiore serietà su questioni di principio come lo è quella della libertà di stampa e opinione». «Ho difeso il giornalista di Primocanale cacciato via alcuni mesi fa dal sindaco Marta Vincenzi - ha spiegato Muzio - così come il direttore del Giornale. Su questioni importanti come questa non c'è da scherzare».