La Provincia mette i rifiuti in un asilo

L’asilo nido di via Cinque Giornate, in quel di Solaro, come i giardini pubblici di via Porta, il campo sportivo dell’oratorio e il cimitero comunale sono aree «immondezzabili». Lo sostiene la Provincia di Milano che, nero su bianco, nel piano provinciale per la gestione dei rifiuti identifica quelle aree come «potenzialmente idonee».
Sì, avete letto bene: un asilo nido, un giardino pubblico, un campo sportivo e un cimitero possono, secondo gli uffici di Filippo Penati, «ospitare» monnezza. A scoprire questa perla tra altre contenute in quattrocento e più pagine è Forza Italia: «Tecnici e consulenti strapagati hanno pensato bene di includere quelle aree, dando pure nel piano come acquisiti progetti che non sono neppure partiti ad esempio il raddoppio di capacità di smaltimento del termovalorizzatore di Desio» commenta Max Bruschi.
E, attenzione, non è un errore dei tecnici dell’assessorato all’Ambiente: «Si tratta di macroaree potenzialmente idonee, poi bisognerà verificare la fattibilità in microaree». Nota di un’amministrazione provinciale che, oggi, affronta il piano rifiuti con l’opposizione ideologica di Verdi e Rifondazione che bloccano la possibilità per Milano di dotarsi di un nuovo termovalorizzatore. Come dire: deliberatamente si mette in crisi l’autosufficienza di Milano in tema di smaltimento. Ma l’assessore provinciale all’Ambiente Bruna Brembilla rassicura: «Riduzione, recupero e riutilizzo: modello delle tre “erre” di cui i nostri Comuni devono essere da esempio. L’obiettivo è comunque quello di garantire l’autosufficienza smaltendo i nostri rifiuti urbani per un totale di 500mila tonnellate».