Provincia, neanche un minuto di silenzio: la priorità restano sempre gli immigrati

L'altro giorno nella sala rossa di Tursi il presidente Guerello aveva fatto osservare un minuto di silenzio per le vittime della Concordia.
Ieri pomeriggio, nella sala consiliare di Palazzo Spinola, il presidente Gioia non ha fatto altrettanto, anche se il numero uno della giunta rossa, Alessandro Repetto, lunedì aveva ufficialmente espresso dolore per le vittime e vicinanza a naufraghi e personale di Costa Crociere.
Il consiglio, su proposta del centrosinistra, tra le altre cose, ha impegnato il suo tempo a promuovere il riconoscimento della cittadinanza ai figli degli extracomunitari. Alla fine la mozione, sottoscritta da tutti i compagni del Pd, è passata con 17 voti a favore, i 5 astenuti del centrodestra e il voto contrario del vicecapogruppo Pdl Paolo Bianchini.
La maggioranza di palazzo Spinola ha quindi impegnato Repetto «a sollecitare al Parlamento la richiesta sostenuta dal presidente Napolitano».
«Neanche noi consiglieri di centrodestra - spiega il capogruppo arancione Massimo Pernigotti - abbiamo avuto l'iniziativa di ricordare pubblicamente le vittime della Concordia. Tuttavia, in genere, spetta alla presidenza del consiglio proporre il minuto di silenzio e se Guerello lo ha fatto, Gioia non lo ha fatto. Inoltre, si è parlato di extracomunitari, ma Repetto non si è degnato di informarci sull'abbandono della poltrona, dopo le dichiarazioni al Giornale in cui ha annunciato le dimissioni a fine marzo».
«Gli immigrati - dice il consigliere Massimo Ferrante del Pd - partecipano al 6/7% del Pil italiano. Il modo migliore per integrare una persona è farla sentire parte della società e non come la mozzarella scaduta. Gli extracomunitari aiutano il nostro sistema. E' una stupidità e una scemenza che i loro figli non abbiano diritto alla cittadinanza».
«Ho votato no alla mozione - attacca Bianchini - perché oggi l'agenda politica economica ha ben altre priorità. Non si può fare demagogìa e inseguire un serbatoio di potenziali voti. Questo tipo di proposte servono soltanto a creare elettorato in un momento in cui il consenso del centrosinistra cala vistosamente. Nella sostanza, ritengo che gli extracomunitari in Italia siano già ipergarantiti dalle leggi. Come accade negli altri stati europei ed occidentali, per ottenere la cittadinanza i 10 anni minimi di residenza vanno più che bene».
«Non siamo brutti, né cattivi - incalza l'ex avversaria di Repetto, Renata Oliveri - mi sento di difendere il mio Paese. Non accetto demagogìe su argomenti così delicati. In Italia ci sono pari diritti e opportunità per tutti, validi percorsi di integrazione e non siamo razzisti».