La Provincia nella bufera per il convegno negazionista

Tra amnesie e negazionismo, la memoria a intermittenza sulle foibe vive un nuovo capitolo polemico. Dopo i manifesti di Rifondazione firmati «progetto memoria» che bacchettavano il Capo dello Stato Giorgio Napolitano per aver voluto ricordare le migliaia di persone gettate vive nelle cavità carsiche dell’Istria e della Dalmazia al termine della II guerra mondiale, dopo il contestato convegno organizzato a Palazzo Valentini e disertato dall’«Associazione Dalmazia» perché ritenuto in odore di giustificazionismo, ora è ancora sui muri di Roma che la polemica riprende vigore. Grazie a nuovi manifesti, stavolta siglati «Memorie resistenti», che annunciano per l’8 marzo il convegno «Operazione Foibe: tra mistificazione storica e revisionismo mediatico». Un titolo piuttosto esplicito. Ma Piergiorgio Benvenuti e Andrea Simonelli, capogruppo e consigliere di An alla Provincia di Roma, annunciano un’interrogazione al presidente Gasbarra perché sul manifesto c’è stampato il patrocinio di Palazzo Valentini e la partecipazione del vicepresidente del consiglio provinciale, Nando Simeone del Prc. Immediata la mezza precisazione dell’ufficio dell’ex delfino di Veltroni, che precisa di «non aver dato alcun patrocinio al convegno». E poco dopo arriva la replica stizzita di Simeone che nega di aver dato il patrocinio, sostenendo che parteciperà all’incontro pubblico a titolo personale: «Mi stupisco sempre di più dei toni antidemocratici, al limite della pratica fascista, con cui si commentano le iniziative alle quali scelgo di prendere parte». Gli risponde il presidente romano di An, Gianni Alemanno: «Non è grave solo ipotizzare il patrocinio della Provincia a un convegno negazionista sulle Foibe, è altrettanto grave che a Roma venga organizzato un convegno di questo tipo con la partecipazione di un vicepresidente del Consiglio provinciale». Anche l’europarlamentare Roberta Angelilli invita Gasbarra e Veltroni a rompere il loro «imbarazzato silenzio» sui rigurgiti negazionisti. E nella polemica entra il vicepresidente della Camera, Giorgia Meloni: «L’atteggiamento della Provincia sulle foibe continua a essere equivoco. Gasbarra, nel rispetto dell’istituzione che rappresenta, ha l’obbligo di intervenire quando il vicepresidente del consiglio provinciale Simeone si rende protagonista di simili iniziative».