Provincia, Penati si ricandida per il 2009

Le imprese artigiane di Milano offrono lavoro, cercano soprattutto giovani e un terzo di loro ha addirittura bisogno urgente di mano d’opera. Ma non assumono. Perché? Non si trovano ragazzi disponibili e spesso gli adempimenti fiscali e il costo del lavoro sono troppo onerosi.
Dati allarmanti, che emergono da un sondaggio dell’Unione artigiani della Provincia di Milano condotto su un campione di 1.500 aziende. «Proiettando questi risultati sul totale delle imprese operanti sul territorio, oggi sarebbero disponibili circa 40mila nuovi posti di lavoro», spiega il segretario generale dell’Unione Artigiani Marco Accornero, che lancia la proposta di organizzare percorsi scuola-bottega per avvicinare i giovani a questo mondo. Le categorie con maggiore urgenza di nuove assunzione sono l’abbigliamento (48,1%), l’edilizia (45,3%) e l’impiantistica (42%). «Andare a lavorare in bottega ormai viene considerato un lavoro di serie B - denuncia Accornero -. Invece questo campo offre mestieri creativi con la possibilità di mettersi in proprio». Più della metà degli artigiani coinvolti nell’indagine (54,7%) ha denunciato la difficoltà di trovare mano d’opera specializzata e giovani a cui poter insegnare il mestiere, il restante 45% invece, si è lamentato dei costi troppo gravosi degli adempimenti fiscali e della formazione delle nuove leve. «Il popolo della partita Iva è stufo di pagare tutte queste tasse e di essere trattato come un ladro - ha dichiarato l’assessore alle Attività produttive Tiziana Maiolo - per questo il Comune si sta impegnando per agevolarli nell’accesso al credito».