La Provincia piccona le ville in pineta

Tre villette, e relativi box, locali interrati e posti auto, da costruire a Punta San Martino, in quel di Arenzano, a due passi dalla famosa pineta. Come dire: fortunato chi ci andrà ad abitare, in quell’oasi di verde, fiori e profumo di mare che sembrano fatti apposta per accontentare anche i vip più esigenti in materia di residenze esclusive.
Il progetto va avanti a grandi passi, arriva allo stadio finale, si comincia a vedere qualcosa, il cantiere aperto, i primi mattoni. Ma a quel punto - siamo nel novembre dello scorso anno - ci si mette di mezzo un comitato spontaneo di cittadini di Arenzano, di cui si fa portavoce Marcello Ponzano: parte (e arriva, e viene pubblicata dal nostro Giornale) una lettera aperta al sindaco Luigi Gambino, in cui si fanno presenti tutte le perplessità sulla realizzazione delle residenze che hanno già portato a una prima procedura di annullamento da parte dell’amministrazione provinciale.
«Tanto basta e avanza - sottolinea fra l’altro Ponzano - per convincere il Comune a bloccare il progetto. E invece, da questo orecchio il sindaco Gambino non ci sente, e continua a andare avanti per la propria strada. Che poi è quella di ignorare i rilievi e proseguire con la costruzione». Tutto ciò, nonostante fin dall’inizio del 2003 alcuni arenzanesi avessero lanciato l’allarme per quanto riguarda «un intervento edilizio ritenuto illegittimo, in considerazione sia del pregio paesistico della zona in rapporto all’intervento, sia della non edificabilità di una parte del lotto interessato», motivazioni che, del resto, vengono ribadite fedelmente dalle successive determinazioni della Provincia.
Risultato: i lavori riprendono di gran lena, Gambino definisce «molto gravi» le affermazioni contenute in una richiesta di chiarimento presentata in consiglio comunale, e infine preannuncia il ricorso alla magistratura per difendere il proprio operato e quello dei tecnici dell'amministrazione. Nel frattempo, viene rilasciato un nuovo permesso «a costruire in sanatoria» che in pratica vanifica la determinazione della Provincia.
Nei giorni scorsi, però, arriva l’ultima, decisiva mazzata, che ha l’effetto di un potentissimo colpo di piccone sulle villette: la Provincia giudica illegittima anche la seconda concessione edilizia e, «riconoscendo la sussistenza del pubblico interesse, dispone l’annullamento di entrambi gli atti». Il comitato di cittadini esulta e resta in attesa degli sviluppi. Ma un’occhiata ai cantieri, non si sa mai, dovrà continuare a darla.