Provincia Pulmini con pedane, bando a rischio

Non si placa la polemica intorno al bando della Provincia di Roma sul trasporto a chiamata dei diversamente abili che dovrebbe garantire autonomia e libertà di movimento a 5 mila e 700 persone. Dopo le preoccupazioni espresse da Andrea Simonelli, capogruppo del Pdl a Palazzo Valentini, per i tagli significativi rispetto al precedente bando, è scesa in campo anche la Filt Cgil Roma e Lazio, tramite Alessandro Capitani. Il segretario regionale autoferrotranvieri, pur ritenendo questo servizio erogato dalla Provincia «socialmente utile e di qualità» e pertanto meritevole «di continuare nonché di migliorare nel futuro», dopo aver preso visione del bando di gara emanato dall'Ente, teme «che possa subire pesanti ripercussioni». Al punto da esprimere «forti perplessità sul contenuto di tale bando» dal momento che «oltre all’elevato rischio di abbattimento degli attuali livelli occupazionali, si vedono compromessi i diritti contrattuali acquisiti da tutto il personale». Pertanto la Filt ha dichiarato di essere pronta a ricorrere «a tutti i mezzi necessari per impedire questa politica delle gare al ribasso, dove ancora una volta saranno i lavoratori e le loro famiglie a pagare il prezzo più alto».
«Abbiamo valutato positivamente i risultati dei primi tre anni di questo servizio di trasporto a chiamata - ha osservato il consigliere provinciale Danilo Amelina (Pdl), vice presidente della Commissione Servizi Sociali - apprezzando l’impegno di Tiziana Biolghini (Pd) che avrebbe meritato la riconferma della delega alla disabilità per il fattivo apporto dato nel volere anche il trasporto dei disabili per il tempo libero e lo sport. Il servizio deve essere potenziato: la Provincia è chiamata a promuovere l’integrazione dei servizi territoriali, non solo nei distretti socio sanitari nell’hinterland, ma anche a Roma, dove la persona con disabilità soffre spesso anche di emarginazione e povertà. Un bisogno sociale che nella Capitale riguarda ben oltre centomila persone. È inammissibile - ha concluso Amelina - che in un ente dove si sperperano denari pubblici, assicurando ogni giorno senza un motivo plausibile macchine di servizio con autista, per ingraziarsi o soddisfare lo status symbol di non pochi, si chiedano 5 euro per il trasporto a una persona già svantaggiata dalla vita, mi sembra veramente troppo».
Anche l’Adoc, associazione dei consumatori, ha fatto sentire la propria voce. «Roma e provincia hanno un forte ritardo nell’adeguare le strutture all’accesso ai disabili», commenta il presidente Carlo Pileri. «Non è comprensibile diminuire i fondi per i servizi ai disabili da parte di nessuno degli Enti locali. Saremmo favorevoli che la discussione per migliorare questi servizi possa essere l’occasione per un coordinamento permanente degli interventi al quale possano partecipare anche le associazioni di consumatori per raggiungere a Roma e provincia standard almeno pari a quelli delle altre aree metropolitane europee».
Dalla Regione Vladimiro Rinaldi (Lista Storace) ha lanciato un invito preciso alla Provincia: «Rimetta le cose a posto», una sollecitazione raccolta almeno in parte dal presidente della Provincia Nicola Zingaretti. Ieri, infatti, ha dato a Simonelli «rassicurazioni in merito ai livelli occupazionali» degli operatori dei bus, che avranno a breve un incontro con l’assessore alle Politiche della Mobilità e Trasporti Amalia Colaceci.