Provincia, Repetto vara la squadra e ruba l’assessore al centrodestra

Monica Puttini, già candidata di Forza Italia, si occuperà di Istruzione. In giunta ci sono 7 donne su 12 assessori

Alla fine, dopo tante voci di corridoio che lo definivano ostaggio dei partiti, il presidente riconfermato della Provincia di Genova, Alessandro Repetto, ha voluto dimostrare che il timone lo tiene saldamente in mano lui. «Vedrete - aveva detto e ripetuto alla vigilia della formazione della nuova giunta -. Ci saranno tante sorprese. Vi stupirò». In realtà, l’unica, vera sorpresa, per tanti versi clamorosa, è aver convertito Monica Puttini strappandola al centrodestra cui la nota dentista aveva sempre dato anima e corpo, fino ad aver accettato candidature in Forza Italia e aver appoggiato apertamente il candidato Roberto Suriani nella contesa, perdente, contro l’ulivista Stefano Zara per il collegio 10 di Albaro. Ieri mattina, pertanto, Repetto ha consacrato - per un democristiano storico come lui, i termini clericali sono quasi d’obbligo - Monica Puttini (oggi in quota Margherita) come assessore all’Istruzione. Non si può invece considerare una sorpresa la nomina di Franca Sanò, per vent’anni nell’amministrazione penitenziaria, ad assessore alle Finanze in quota «Italia di mezzo». È vero che il partito di Marco Follini e Fabio Broglia continua a ripetere la litania: «Non abbiamo mai chiesto nulla». Deve aver pesato, allora, nell’animo buono di Repetto, la riconoscenza per quell’1,8 per cento in più portato in dote al ballottaggio a favore della causa di sinistra. Lo conferma adesso, particolarmente euforico, lo stesso Broglia: «Repetto è stato eletto dall’Unione e dal concorso dell’Italia di Mezzo che si era messa a disposizione limitandosi a chiedere spazio per il progetto politico comune. Repetto ha ritenuto di responsabilizzarci attribuendo a Franca Sanò un’importantissima responsabilità». Tra i motivi di soddisfazione responsabile di Broglia, innanzi tutto «il fatto che Sanò è donna». Il resto della squadra è composto da esponenti collaudati, che faranno giustizia, con la loro capacità, delle maliziose interpretazioni relative alla scelta secondo il sempiterno Manuale Cencelli.
In sintesi: la nuova giunta provinciale è colorata di rosa. Sono ben sette donne scelte da Repetto su un totale di 12 assessori, quattro in più rispetto alla giunta precedente. Vicepresidente è Marina Dondero (Partito della Rifondazione comunista), che avrà le deleghe a Costa, Entroterra e Pari opportunità. Maria Rosaria Bertolotto (Ds) ha Organizzazione e personale, Renata Briano (Unione a sinistra) si occuperà di Patrimonio naturalistico, Manuela Cappello (Italia dei valori) è l’assessore al Territorio, Anna Maria Dagnino (Ds) è alla Mobilità e trasporti, Giorgio Devoto (Partito dei comunisti italiani), gallerista, neo commendatore, avrà responsabilità della Cultura, Giuseppe Fossati (Ds) si occuperà di Viabilità, Paolo Perfigli (Ds) è il nuovo assessore allo Sviluppo economico, Sebastiano Sciortino (Verdi) è l’assessore alla Risorse ambientali, Angelo Giulio Torti (Margherita) tiene la Promozione sociale. Dalla giunta rimangono fuori, per mancanza di posti disponibili - ma già mugugnano - i socialisti dello Sdi, l’Udeur e i Pensionati. L’età media della giunta è di 55 anni e l’assessore più giovane è Manuela Cappello che ha 38 anni. Tra le dichiarazioni programmatiche del presidente, spiccano quelle riguardanti l’accordo di programma con Comune e Regione per risolvere i problemi legati al ciclo dei rifiuti di Genova e della provincia, che ruota attorno alla discarica di Scarpino e al progetto di un inceneritore. Oltre al Patto per la Sicurezza, «per cui dobbiamo subito metterci al lavoro», dichiara fra l’altro Repetto, tra le priorità c’è il problema dei rifiuti genovesi. «Non cambiamo il nostro orientamento su Scarpino e sull’inceneritore - insiste Repetto - vogliamo invece che sul ciclo rifiuti e sulle soluzioni progettate si pensi a un accordo di programma. C’è l’esigenza di porre sul problema un’attenzione simili a quella che abbiamo avuto su Cornigliano per la questione dell’Ilva. Penso a una procedura simile in modo che il tema diventi centrale anche per Comune e Regione». Repetto ricorda infine che la questione è complessa: «C’è il problema della strada che passa nell’abitato con il traffico di Tir, la mobilità dei residenti, il futuro della Val Chiaravagna, il deposito di container e, non trascurabile, l’aspetto occupazionale».