Provincia, ritirate 2 nomine

Enza Colagrosso

Alle pressioni di Alleanza nazionale la maggioranza è costretta a ritirare due nomine. È successo nell’ultimo Consiglio provinciale quando si è dovuta discutere l’approvazione delle nomine dei rappresentanti provinciali alla Consulta Regionale per l’Immigrazione e nel Consiglio di Amministrazione dell’Ipab «Opera Assistenza Materna».
«Le solite nomine clientelari - ha detto il vicecapogruppo di Alleanza Nazionale alla Provincia di Roma Francesco Petrocchi - noi abbiamo chiesto chiarimenti e la maggioranza non ha potuto fornirli e ha dovuto ritirarle».
Infatti nella discussione, il gruppo di Alleanza Nazionale aveva fatto emergere i chiari vizi di forma e di sostanza della procedura che aveva portato le due delibere al giudizio del Consiglio. «Ci è apparso subito strano - racconta il consigliere Petrocchi - che le due delibere, a quanto risultava, non avevano percorso un iter trasparente, non erano infatti passate al vaglio della Commissione I. Questa è la sola Commissione che deve e può esprimersi su designazioni e nomine». È successo invece, tanto che il gruppo di minoranza ha richiesto chiarimenti sul perché le nomine erano passate al vaglio della III Commissione. La discussione a questo punto è diventata concitata anche perché Alleanza nazionale ha continuato a incalzare la maggioranza chiedendo inoltre chiarimenti sul perché ai bandi per queste assegnazioni stranamente ormai non risponde quasi più nessuno. I dati in effetti parlano chiaro: al concorso per il rappresentante provinciale nella Consulta Regionale per l’Immigrazione ha risposto una sola persona che, guarda caso, è risultata anche essere idonea, mentre per il secondo bando le candidature presentate sono state solo due. Eppure tutti e due i concorsi sono stati pubblicati anche su note testate giornalistiche nazionali. Tutto questo appare ormai a molti, strano o perlomeno inconsueto. «O forse - aggiunge Petrocchi- ormai sono noti a tutti i criteri che la Provincia di Roma adotta per le designazioni tanto che viene ritenuto addirittura inutile partecipare ai suoi bandi».
Le argomentazione portate avanti dal gruppo di An sono diventate sempre più stringenti perché è stato chiesto alla maggioranza di chiarire chi avesse attestato l’idoneità dei requisiti dei candidati visto che poteva apparire quasi come un evento molto fortunato il fatto che un’unica candidata presentasse, guarda caso, proprio i requisiti giusti per quel posto. Argomenti che hanno messo in seria difficoltà maggioranza di centrosinistra che si è vista costretta a ritirare le candidature. La polemica sollevata da Alleanza nazionale è però continuata con la denuncia di altri fatti legati a nomine ritagliate, per così dire con il bisturi.
«Siamo già stati testimoni di quanto è accaduto per il bando pubblico dell’Istituzione Solidea - tuona ancora Petrocchi -, la scelta allora è ricaduta su persone che nel curriculum vantavano esclusivamente la loro appartenenza alla Cgil, e sono state scelte per operare nel Consiglio di amministrazione di Solidea a dispetto di candidati che avevano presentato fior di curriculum di pagine e pagine». Questa denuncia sembra rendere evidente che la Giunta Gasbarra di assunzioni particolari ne ha fatte parecchie. «Assunzioni oppure commissarimenti, questa è la loro formula - aggiunge ancora l’esponente di An - sono già diversi infatti i casi di enti che sono stati commissariati perché i soggetti scelti per un posto nel loro organico non sono stati di gradimento della giunta Gasbarra. E allora le persone sono state fatte cadere, e si è preferito commissariare scegliendo poi come commissario, il capo gabinetto del presidente della Provincia».