Provincia, stangata continua: 2008, tasse da record

Tributi alle stelle col nuovo bilancio il prelievo ora supera i 96 euro e la pressione fiscale cresce del 16%

«Si noti come, a partire dal 2006, si verifica un incremento della pressione finanziaria per ogni cittadino residente». È la nota che accompagna una tabella che segna quota 119,87 per cento. È seguita da un’altra annotazione riferita all’«indice di “pressione tributaria”»: «A partire dalla diminuzione del 2004, mostra il lento, progressivo incremento degli anni successivi. Il quoziente che mette in relazione le entrate tributarie con la popolazione residente evidenzia il prelievo tributario medio pro-capite che è pari a 96,36 euro». E c’è pure una terza segnalazione sull’«indice di “indebitamento pro-capite”»: 175,54 euro «di debito contratto per ciascun abitante dall’Amministrazione».
L’amministrazione è la Provincia di Milano. Già: la pressione finanziaria del 119,87 per cento, il prelievo tributario pro capite di 96,36 euro (+16 per cento dal 2002) e l’indebitamento per ogni cittadino di 175,54 euro sono frutto della politica della giunta guidata da Filippo Penati. E, attenzione, a segnalare questi record non è l’opposizione di centrodestra bensì chi governa l’ente, ossia il collegio dei revisori dei conti nel «parere al progetto di bilancio di previsione 2008 e bilancio pluriennale 2008-2010». Come dire: una valutazione terza che, tra l’altro, segnala «l’esistenza di un buon livello di autonomia finanziaria» della Provincia di Milano: «Dopo aver subito una flessione nel 2007 torna» infatti «a salire per il 2008» al 75,40 per cento.
Ma il collegio dei revisori, sulle entrate tributarie della Provincia, rimarca pure che l’addizionale sui consumi di energia elettrica «rappresenta una voce importante del bilancio, con oltre il 18 per cento del gettito complessivo», che l’imposta provinciale di trascrizione (si applica sugli acquisti di veicoli nuovi e usati) «rappresenta il 28,8 per cento delle entrate tributarie» e, infine, che «il 20 per cento delle entrate correnti sarà impiegato per il pagamento degli stipendi».
Indici all’insù di chi «solo a parole reclama la riduzione del carico fiscale» denuncia Forza Italia: «Nei fatti, l’amministrazione del Pd e della sinistra radicale mette le mani nei portafogli di 3 milioni e 800mila cittadini. Una stangata continua, che è vizio d’origine della sinistra». Nessun stupore, per Mariastella Gelmini: «Al contrario delle buone amministrazioni, quelle del Pd prima decidono di tassare e poi come spendere. Malgoverno che tiene ferme aliquote e tariffe portate al massimo mentre aumenta tutte quelle ora aumentabili». Risultato? «Un record di pressione fiscale locale» denuncia il coordinatore regionale azzurro: «Poco meno di cento, senza nemmeno una spiegazione, senza mai sapere perché». Naturalmente da Palazzo Isimbardi si replica con la promessa di investimento sul territorio. Impegni che l’opposizione fatica a ritrovare nei documenti cardine dell’amministrazione guidata da Filippo Penati. «E sorge una domandina» butta là Bruno Dapei, capogruppo di Forza Italia: «Perché questi aumenti di imposte e di proventi dei servizi pubblici quando il segno davanti ai trasferimenti dallo Stato e dalla Regione è sempre e comunque positivo?». Quadro che il Popolo della Libertà vuol modificare con poco più di 500 emendamenti: battaglia non ostruzionistica ma di responsabilità per «impedire che Palazzo Isimbardi continui a mettere le mani nelle tasche dei milanesi e senza offrire niente in cambio».