La Provincia vuol contare cinghiali e gabbiani metropolitani

Il consiglio provinciale di Savona di ieri pomeriggio ha mandato due messaggi a due amministrazioni comunali differenti: il primo a Palazzo Sisto, dove il presidente del consiglio Casalinuovo ha proposto di anticipare i consigli alle 14,30 «come in Provincia, così si evitano i ritardi», e il secondo a Genova, dove il sindaco Doria ha imposto lo spegnimento dei cellulari durante le riunioni di maggioranza. Come mai questi riferimenti da parte dei consiglieri provinciali? Il primo per sottolineare a Casalinuovo come l'esempio della Provincia di Savona non sia il più felice da seguire in termini di puntualità visto che il consiglio di ieri pomeriggio è iniziato con ben un'ora e quattro minuti di ritardo. Il secondo per approvare la scelta di Doria e per stigmatizzare un comportamento diffuso in politica che nella seduta di ieri a Palazzo Nervi ha visto il suo emblema con i banchi della maggioranza riempiti di tablet, portatili, smartphone, telefonini e addirittura lettori Mp3 mentre tra l'opposizione Giovanni Lunardon faceva la parte del leone con il telefonino, riuscendo a stare seduto giusto per il momento delle votazioni. Eppure il consiglio ne aveva di carne al fuoco.
In apertura di seduta il primo ordine del giorno è stato sulla modifica al regolamento della caccia al cinghiale, la terza dal 2009. «Nella provincia di Savona ci sono 5138 cacciatori e credo che a tanti interesserebbe avere modifiche al regolamento della caccia non solo per i cinghiali ma anche per gli uccelli, includendo nella categoria i gabbiani metropolitani» ha notato Verdino del Pd. «Un aspetto fondamentale sarebbe la compilazione di un censimento delle specie sul nostro territorio» ha aggiunto il presidente del consiglio Parodi. «Sono d'accordo con entrambe le osservazioni e penso che la caccia sia un argomento bipartisan - ha risposto l'assessore Ripamonti -. Mi impegno inoltre per un censimento e per l'apertura di tavoli di confronto con i cacciatori e tutte le associazioni». Le modifiche sono state approvate quasi all'unanimità (un astenuto). I due successivi ordini del giorno hanno invece trattato lo stesso spinoso argomento: il contratto sul trasporto pubblico locale. «Per il 2012 abbiamo chiesto un maggiore contributo ai Comuni per coprire che quegli 1,4 milioni di euro che altrimenti costringerebbero ad aumentare le tariffe e a mandare a casa dei dipendenti - ha spiegato l'assessore Vacca -. I fondi venuti in meno dallo Stato sono stati in parte coperti dalla Regione, in parte dalle razionalizzazione delle corse messe in atto e in parte dallo sforzo dei Comuni che al momento in 58 (su 69) ci hanno risposto positivamente». Infine un ordine del giorno «tecnico» approvato all'unanimità sull'«individuazione degli organi ed organismi collegiali, ritenuti indispensabili per la realizzazione dei fini istituzionali dell'ente».