La Provincia vuole mettere le mani su Metroweb

Il presidente: «Si può costruire un modello di partnership avanzato»

nostro inviato a New York
La Provincia vuol comprarsi Metroweb. Forse ispirata dalla statua del toro infuriato (simbolo del mercato che sale) incrociata durante la visita ufficiale e l’incontro con il presidente della Borsa newyorkese di Wall Street, magari dopo aver ascoltato il grido di dolore dei consiglieri del centrosinistra a Palazzo Marino, più probabilmente fiutando l'affare economico e d'immagine, il presidente Filippo Penati abbandona la sua condotta ondivaga e annuncia di essere disposto a far squadra col privato per tentare di conservare la società in mano pubblica. A morte l’orso, dunque (il mercato che crolla) e al diavolo la mano tesa al sindaco di Milano Letizia Moratti che dopo un’estate di tentennamenti ha recentemente annunciato di voler dismettere Metroweb a favore del fondo inglese Stirling Square, pur mantenendone una quota e il diritto ad utilizzare una percentuale della fibra ottica.
Una storia senza fine, allora, quella della società che dopo aver reso Milano, per l’orgoglio dell’ex sindaco Gabriele Albertini, una delle città più cablate d’Europa, gestisce ora i cavi che innervano il sottosuolo. Una tecnologia destinata ad essere superata e di poco vantaggio per i milanesi, aveva assicurato la Moratti, annunciando di preferire investimenti sui contenuti. Come le tre televisioni destinate alla promozione della città, all’informatizzazione dei servizi comunali, alla teleassistenza, alle informazioni in diretta sul traffico. Un progetto che il presidente diessino Penati aveva, almeno ufficialmente, condiviso e a cui sembrava voler dare appoggio. E, invece, a New York durante la trasferta per partecipare al Columbus day, il portavoce Franco Maggi annuncia che è tutto da rifare.
«Se si concretizzassero positivamente una o più manifestazioni d’interesse per Metroweb da parte di partner industriali affidabili - è il Penati pensiero -, la Provincia potrebbe riprendere in considerazione l'eventualità di una propria partecipazione nella società». I condizionali sono solo un pudico omaggio alla diplomazia in un periodo di disgelo tra i Palazzi milanesi. La sostanza è che Penati non crede affatto, come pubblicamente continua ad affermare il sindaco Moratti, che non ci siano altre offerte in campo. Tesi esposta e ribadita da Davide Corritore, il rappresentante della Lista Ferrante a Palazzo Marino da sempre acerrimo nemico della vendita.
Siamo allora al giallo dell'offerta fantasma i cui indizi portano dritti verso I.Net (British Telecom). «Le proposte ci sono eccome», soffia qualcuno sul fuoco. «In questo scenario - gioca allora la sua carta Penati - si potrebbe costruire un avanzato modello di partnership fra pubblico e privato in un settore strategico come quello delle reti per le telecomunicazioni». Un modo, rilancia Palazzo Isimbardi, per assicurare i servizi telematici alla Provincia, ma anche a tutti i suoi Comuni. Che la luna di miele con la Moratti sia già finita?