Provinciali a 70 all’ora, multe con gli autovelox

Rimarrà in vigore per almeno dieci giorni e, con tutta probabilità, scatterà da martedì 15. Il limite di 70 km all’ora sulle tangenziali e sulle strade provinciali ad alta percorrenza prende forma. Oggi la giunta di Guido Podestà entrerà nel dettaglio del provvedimento per stendere il testo dell’ordinanza. L’intenzione è quella di partire in maniera soft, con tanti controlli ma poche multe nei primi duo o tre giorni, per dare il tempo agli automobilisti di abituarsi alle nuove regole. Poi si procederà con le sanzioni anche attraverso i rilevatori di velocità. Da qui a lunedì verrà sistemata la segnaletica con i cartelli dei limiti lungo le strade e si decideranno i modi e i tempi della nuova misura anti smog. Il vicesindaco De Corato solleva la questione autovelox: «Sulle tangenziali non ci sono. Chi controllerà?».
Intanto oggi proseguirà, a Milano, il divieto di accesso al centro per le auto Ecopass. Con un’unica eccezione: per agevolare i commercianti e aiutarli nella consegna delle merci, sarà concessa una finestra di due ore (dalle 10 alle 12) in cui potranno entrare nella cerchia dei Bastioni anche i furgoncini Euro 4 senza filtro antiparticolato. Proprio come già fatto la scorsa settimana dopo le polemiche sollevate dai negozianti che rischiavano di rimanere con gli scaffali mezzi vuoti. Resta invece lo stop totale (dalle 7,30 alle 19,30) per i veicoli merci benzina da Euro zero e Euro 2 e diesel da Euro zero a Euro 3. Il divieto del Comune non è stato vano. A fare un bilancio del blocco imposto ai veicoli Ecopass è il vicesindaco, che conta 12mila controlli e 250 violazioni dei divieti dalla fine di gennaio ad oggi. I divieti proseguiranno fino a quando non si conteranno tre giorni consecutivi con il Pm10 entro i limiti di tolleranza. E il traguardo sembra ancora piuttosto lontano, soprattutto se continuerà a non piovere. Rispondendo alle critiche mosse mercoledì dai sindaci dell’hinterland contro i due blocchi del traffico domenicale messi in atto da Milano, definiti «inutili», De Corato fa comunque notare che Palazzo Marino è stato l’unico a muoversi e a fare qualcosa contro lo smog (ad eccezione del comune di Saronno). Poi sono arrivati gli altri: Brescia con le targhe alterne e Bergamo con il blocco di domenica nel centro storico. E l’hinterland. «Durante l’emergenza - si prende i suoi meriti De Corato, a nome del Comune - Milano non è stata a guardare: nessuna città della valpadana ha messo in campo un provvedimento che blocca l’accesso dei veicoli più inquinanti in un’area di ben 8,2 milioni di metri quadrati. Non siamo certo rimasti al palo». Il risultato non è mancato e le emissioni di polveri nocive sono scese del 20 per cento. Tuttavia non basta: la città è arrivata al suo 38esimo giorno consecutivo con lo smog alle stelle dall’inizio del 2011. La speranza è che i nuovi provvedimenti sulle strade fuori Milano contribuiranno a diminuire le emissioni di polveri. La prossima settimana si riunirà il tavolo dei sindaci per valutare l’ipotesi targhe alterne.