Provinciali: la Destra di Storace attacca An e promette battaglia

Voglia di contare e farsi contare. Nella corsa alla conquista di Palazzo Valentini in primavera ci saranno pure loro, quelli de «la Destra» di Francesco Storace e Teodoro Buontempo. Difficile prevedere, però, se insieme agli altri partiti della coalizione di centrodestra o da soli. Proprio Buontempo ieri ha tirato fuori la carta a sorpresa: «Potrei candidarmi io per la presidenza della Provincia. Perché no?».
Già, perché no? L’uomo scelto da Storace come presidente de «la Destra» ha ancora un largo seguito di popolarità, specie ad Ostia. E la battuta sempre pronta. Ieri Buontempo non ha risparmiato parole al vetriolo all’indirizzo del presidente romano di An Gianni Alemanno: «Un uomo con la vocazione a perdere. Che ha corso a sindaco di Roma senza una tradizione di lotta popolare alle spalle, senza radicamento sul territorio. Solo per acquistare notorietà. Con lui An è scesa in due anni dal 33% al 19% dei consensi a Roma. Noi al contrario stiamo trovando larghe adesioni, specie fra i giovani. Puntiamo a prendere il posto di An in tutta Italia come voti e come ruolo». Quanto alle Provinciali di Roma, Buontempo è altrettanto netto: «Io sono per correre da soli, come Destra. Non so quanti voti prenderemo, ma di sicuro saranno tanti».
Continuano intanto le adesioni alle fila di Storace. Ieri nella sede nazionale del partito, ai Parioli, il consigliere comunale Fabio Sabbatani Schiuma ha presentato alla stampa una new entry: il consigliere Udc del I Municipio Augusto Caratelli, presidente del Comitato difesa Esquilino. Voci di corridoio danno per imminente l’arrivo della presidente del comitato Borgo, Rosita Torre. Sabato, all’assemblea organizzativa romana, a Guidonia, saranno ufficializzate nuove adesioni.
Ma se il partito allarga i ranghi, l’attenzione resta puntata sulle Provinciali di Roma. La Destra potrebbe raccogliere più del previsto. E sta mettendo mano a liste elettorali autonome in molti comuni. Senza la formazione di Storace, in primavera il centrodestra perderebbe di sicuro? «Certo, se loro pensano di avere già in tasca il 60 per cento dei voti, se pensano di fare a meno dei giovani, - argomenta Buontempo - allora possono tranquillamente correre da soli. Altrimenti... noi qualche voto ce l’abbiamo. E potrebbe essere decisivo. Quanto alla presidenza di Palazzo Valentini, non vogliamo nomi calati dall’alto. Meglio le primarie». «Però, attenzione - ammonisce -. Se faranno un altro tavolo senza chiamarci, dal giorno dopo inizierà la nostra campagna elettorale. Siamo già pronti». Storace, all’indomani del voto al Senato sulla Rai, ha dichiarato: basta ai veti di Fini. C’è un veto analogo di Alemanno a Roma? «Dopo l’apertura verso di noi da parte del coordinatore regionale di Fi, Francesco Giro, - risponde Buontempo - anche Alemanno si è dovuto adeguare, a denti stretti, e due giorni fa ci ha dato per telefono disponibilità al dialogo». «Ma la politica non si fa con le telefonate» chiosa Sabbatani: «Dobbiamo discutere programmi, priorità, tutto».