Provinciali, via i veti: da An semaforo verde alla corsa di Podestà

Mentre l’inquilino di Palazzo Isimbardi scendendo sul terreno del centrodestra tenta di conquistare «qualche voto facile» come sostiene la Cgil, il Pdl sta preparandosi al governo della Provincia di Milano. E lo fa con Guido Podestà. Che da sempre è il candidato presidente di via Vivaio.
Decisione condivisa anche da Alleanza nazionale che, peraltro, «con quello che sta succedendo sul tema della sicurezza, visto il ruolo di Riccardo De Corato» non punta più sul vicesindaco come candidato alternativo al coordinatore regionale di Forza Italia. «Se dovessimo scegliere noi, in questo momento» fa sapere Ignazio La Russa, «la disponibilità numero uno diventa quella di Brescia». Come dire: «Con il provvedimento sulle ronde», i volontari per la sicurezza con cui i Comuni si possono organizzare per rafforzare la sicurezza «il vicesindaco di Milano, deve occuparsi più di Milano».
Il vice del sindaco Letizia Moratti «deve occuparsi» della «messa in circuito di tutte le forze di sicurezza - vigili, forze dell’ordine, associazioni d’arma in congedo - per fare di Milano il primo esempio concreto di come il territorio possa essere controllato» e, quindi, stop alla sua possibile corsa per via Vivaio e semaforo verde per Podestà, «persona di grande rilievo istituzionale perché ha un grande compito al Parlamento europeo».
Naturalmente, precisa il reggente di An, «entrambe le disponibilità che abbiamo manifestato» sia per Milano che per Brescia «sono doverose da parte di An nel momento in cui entra nel Pdl con pari diritti e doveri» ma, attenzione, ora «la disponibilità numero uno diventa quella di Brescia». In soldoni, La Russa, visto anche «il nuovo compito che De Corato deve assolvere nell’interesse dei cittadini» riflette «su quale delle due candidature è la prima disponibilità». E, questo, significa «un’inversione»: «Mentre An ha sempre detto che la prima disponibilità era Milano e la seconda Brescia, adesso abbiamo invertito». E per la Leonessa d’Italia, continua La Russa, «pensiamo all’ex vicepresidente della Regione Lombardia, che ha avuto uno score altissimo di successi personali ogni volta che si è presentata». Comunque, rimarca il ministro della Difesa, «vogliamo una scelta condivisa con Forza Italia e l’accordo con il ministro Maria Stella Gelmini che è di Brescia».
Anche per questo, La Russa, lancia un appello «amichevole e affettuoso» al ministro Gelmini perché «la candidatura di Viviana non sarà confermata se non è d’accordo Maria Stella». «Chiedo quindi al ministro di convergere su questa scelta importante, che è prestigiosa per Brescia, per il Pdl e anche per donne: non c’è infatti una presidenza di provincia femminile in tutta la Lombardia». Un segnale che, secondo La Russa, «piacerà, ne sono certo, per prima al ministro Gelmini». Intanto, si sta organizzando il congresso provincia di An verso il Pdl che sarà aperto con un filmato dedicato a Giorgio Almirante. Lo storico leader del Msi sarà però assente dai documenti congressuali, non figurerà cioè nel pantheon politico-culturale di An delineato nella mozione per l’approdo nel Pdl: non si tratta però di una «dimenticanza» o di una «scelta politica» precisa La Russa. «Non c’è nessuna marginalizzazione. Anzi, c’è piena accettazione e considerazione del ruolo di Giorgio Almirante e del percorso che comincia prima del solco di Fiuggi e della nascita di An».
Insomma, si guarda avanti verso il Pdl, «sperando anche che l’opposizione esca dallo stato di assoluta confusione e incapacità», magari contando pure per la vittoria a Palazzo Isimbardi sulle uscite di Penati che, tra l’altro, sul suo sì alla ronde si becca una pesante tranvata dalla Cgil ambrosiana: «Se dovessimo scegliere tra l’originale e la copia, sceglieremmo l’originale». Che, evidentemente, non è farina del sacco di Penati.