Provinciali, il miracolo (a metà) della Cdl

Nonostante il terremoto politico dialogo unitario ma senza accordo

Sarà anche stato un «piccolo miracolo» (come l’ha definito il «federale» di An Gianni Alemanno), ma ieri la prima riunione della cabina di regia del centrodestra romano in vista delle Provinciali del 2008 qualche aspettativa l’ha delusa. E se la candidatura per Palazzo Valentini di Luciano Ciocchetti (Udc) rimane la più plausibile, la chiusura dell’accordo unitario sul suo nome - prevista entro ottobre - appare ancora lontana. Del resto che il vertice di ieri avrebbe assunto un significato diverso rispetto alle premesse si era capito già domenica pomeriggio, dopo che Silvio Berlusconi aveva annunciato la nascita del «Partito della libertà» e le relative fibrillazioni. «Meglio rinviare», aveva suggerito il portavoce de La Destra, Fabio Sabbatani Schiuma. «Non ce n’è motivo», era stata la replica di Alemanno.
Così ieri mattina attorno al tavolo a ferro di cavallo del Minerva si sono seduti i rappresentanti di An (i consiglieri comunali Marco Marsilio e Vincenzo Piso, il deputato Fabio Rampelli e i consiglieri regionali Francesco Aracri e Francesco Lollobrigida), Fi (il coordinatore regionale Francesco Giro, l’europarlamentare Alfredo Antoniozzi e il consigliere regionale Gianni Sammarco), Udc (il senatore Mario Baccini, il coordinatore romano Massimiliano Fasoli e lo stesso Ciocchetti), La Destra (Schiuma), Dc per le Autonomie (il senatore Mauro Cutrufo), Socialisti Riformisti (il consigliere regionale Donato Robilotta), Nuovo Psi, Azione sociale, Fiamma Tricolore, Movimento per le Autonomie, Dc. Un’ora e mezza di discussione su programma, metodo per l’individuazione dei nomi - non solo per la Provincia ma anche per i comuni dove si voterà il prossimo anno - al termine della quale la «cabina» è stata aggiornata tra dieci giorni. «In una lunga telefonata - spiega Giro - Silvio Berlusconi mi ha chiesto di far prevalere le ragioni dell’unità e della coesione. Abbiamo consegnato ai presenti il manifesto per Roma redatto da me, Alemanno e Baccini - lo stesso che era stato presentato a settembre -. Un documento base per i nostri successivi incontri». Durante il suo intervento Giro aveva tracciato l’identikit per Palazzo Valentini: «Un uomo politico, un amministratore, una figura radicata sul territorio». E subito dopo Antoniozzi aveva formalizzato il nome di Ciocchetti.
Più cauti invece gli altri partiti. Alemanno definisce «prestigiosa» l’opzione Ciocchetti, indicando nella fine del 2007 il termine per individuare la candidatura unitaria («presto riuniremo i nostri organi politici»). Ma se anche questa scadenza non venisse rispettata, conclude l’ex ministro dell’Agricoltura «ogni partito dovrebbe trarne le conseguenze», magari aprendo il campo ad altre ipotesi. «In assenza di un quadro nazionale chiaro - continua Schiuma per La Destra - per noi oggi è difficile parlare di candidature». Chiusura affidata a Ciocchetti: «La mia disponibilità resta piena e continua. Certo che se dovessimo andare oltre il 2007 poi slitteremmo a febbraio-marzo, con le vicende nazionali che travolgerebbero tutto». E soprattutto con il rischio di una nuova scelta fatta all’ultimo minuto.