La provocazione Il Carlo Felice? Chiudiamolo

So già che passerò per un becero che disprezza la cultura, che non è un fine intellettuale e che pensa che Manon sia un doppio avversativo. Ma, posso dirlo?, non me ne frega assolutamente nulla.
Mi scuso per il termine forse un po’ troppo tecnico e certamente politicamente molto scorretto. Ma credo che sia l’unico che fotografi la mia posizione sul teatro Carlo Felice: se chiude, se fallisce, non credo sia un dramma per nessuno.
Dico di più. Mi pare una solenne sciocchezza la posizione del sindaco Marta Vincenzi (che pure ha parecchie responsabilità in tutta la vicenda, insieme al suo predecessore Beppe Pericu e a tutti coloro che hanno toccato il Carlo Felice, dai Sovrintendenti ai sindacati), secondo cui «un Teatro dell’Opera è uno degli elementi che consentono ad una città e a una regione di stare in serie A e non in serie B. Un teatro dell’Opera che non funzioni più in una città contribuisce a non rendere quella una città-capitale. E io non lo posso permettere».
Così parlò Marta. Io la penso in modo diametralmente opposto. Penso che una città sia (...)