Prudential respinge l’opa Aviva Effetto domino sulle polizze

Corrono FonSai e Alleanza. Il destino di Toro e la posizione di Cattolica

Massimo Restelli

da Milano

Piazza Affari riscopre il domino assicurativo. Un gioco a incastro di prede e predatori che ieri, complice il corteggiamento della britannica Aviva sulla connazionale Prudential, ha spinto al rialzo l’intero settore. Prudential ha rifiutato l’offerta da 17 miliardi di sterline da cui sarebbe nata la quinta compagnia a livello mondiale, ma il mercato vi ha letto la prova che il riassetto ripartirà a multipli generosi anche in Italia. Qui i principali gruppi, come dimostra il piano triennale di Generali (più 0,5%), sono alla ricerca di una strada per aumentare la propria massa critica e mettere a frutto la cassa accumulata in questi ultimi anni in cui i Danni sono tornati a macinare utili. Tanto che, dopo la mossa con cui il Leone ha rivisto la propria geografia internazionale, l’attenzione si è spostata sulla controllata Alleanza (più 1,2%).
Al centro delle indiscrezioni anche Toro (meno 1% dopo lo scatto del 5,2% di venerdì), ritenuta la migliore pedina nel consolidamento delle altre grandi. La controllante De Agostini ha smentito di voler passare la mano e il valore di Borsa sarà solamente il punto di partenza per un’eventuale trattativa ma in questi mesi il pensiero di acquisire Toro è stato accarezzato da più di un concorrente. Di recente alcuni analisti hanno ipotizzato che sarà uno straniero a muovere sul gruppo di Sandro Salvati, altri che a prendere l’iniziativa sarà Unipol (più 1%). Sebbene impegnata a crescere nel credito Bologna ha infatti una disponibilità di 4 miliardi tra l’aumento di capitale e la rinuncia a Bnl.
A spingere il mercato è tuttavia lo stesso effetto «rarità» del comparto vista la difficoltà a scalare mutue o cooperative anche di primo piano come Cattolica. Dove il direttore generale Ezio Paolo Reggia, da poco salito anche al ruolo di amministratore delegato, ha messo in cantiere un aumento di capitale. Mezzi freschi che potrebbero essere usati per lo sviluppo esterno del gruppo veronese magari in partnership con l’alleato iberico Mapfre.
Pioggia di acquisti anche su Vittoria (più 5,62%) ma, situazione italiana a parte, lo sviluppo dei colossi del settore sembra essere destinato a orientarsi verso l’Europa o l’Est. Dove già è diffusa la presenza di Unicredit e Intesa. All’internazionalizzazione stanno infatti guardando sia Fausto Marchionni per Fondiaria-Sai (più 1,4%) sia la Eurizon di Mario Greco che, oltre alla Nuova Europa, guarda alla Germania.