La prudenza di Spalletti: «Che grinta il Livorno»

«Partita difficile, avversario difficile», diceva sempre quella volpe di Liedholm. Da allora, vent’anni o giù di lì, l’assioma dello svedese è sempre in voga. Anche ieri alla vigilia di Livorno-Roma Spalletti, allenatore dell’unica squadra in grado di competere con l’Inter per lo scudetto, si è misurato con la prudenza più estrema, la migliore assicurazione contro gli incidenti di percorso.
Chissà che la dimostrazione di fiducia che i giocatori hanno avuto nei confronti del loro tecnico tornato in sella a furor di spogliatoio, non obblighi il Livorno a scendere in campo con il coltello tra i denti. «Quanto successo ad Arrigoni è una bella cosa - analizza il mister- vuol dire che ha lavorato bene. Lo conosco personalmente ma non l’ho mai visto al lavoro, mi fa piacere quanto gli sia successo, ma per noi sarà un rischio, diventa tutto più difficile». Timori, tanti timori del Livorno ma anche di chi potrebbe mancare all’appello perché qualche problema di formazione Spalletti ce l’avrà comunque e non solo per la squalifica di De Rossi e Pizarro. «Se - spiega il tecnico - avrò a disposizione Cassetti, Chivu, Perrotta, Taddei, saranno loro ad essere in ballottaggio per quelle posizioni. Di sicuro Perrotta è un calciatore completo, sa giocare la palla a terra, ha personalità, qualità».
Dunque la squadra sembra pronta. «Mexes ha un affaticamento, Chivu ha accusato un dolore al gluteo ma non dovrebbe avere problemi. Cassetti ha ancora fastidi al ginocchio, valuteremo. Totti ha preso una botta all’alluce ma non ha fratture al piede. Ha problemi alla mano ma quello non ci preoccupa». Insomma una Roma con i cerotti si prepara ad affrontare un Livorno agguerrito col solito posseduto Lucarelli. E i giallorossi in questo inizio 2007 non hanno dimostrato di essere in gran forma. Spalletti difende i suoi: «Secondo me ultimamente la squadra ha esibito molti più pregi che difetti. Che poi bisogna guardarli per migliorare, ma essere perfetti è impossibile nel calcio. Abbiamo pagato caro alcuni episodi. I cali di tensione? A volte può diventare facile credere che la partita sta finendo e che il gol prima o poi lo facciamo e che siamo una buona squadra e il pallino della partita lo abbiamo noi. Invece bisogna mettere comportamento e consistenza per far emergere le nostre qualità». Tra i convocati c’è Tavano, l’oggetto misterioso che pare stia ritrovando fiducia e forma fisica. E poi nel gruppo è tornato Vucinic, recuperato dopo l’operazione al menisco subita lo scorso dicembre.
Da Trigoria tutti continuano a seguire Montella nella sua avventura al Fulham. «Lo hanno chiamato diversi compagni - racconta Spalletti - anche prima della doppietta in coppa. E anche qualcuno dello staff. Lo stiamo seguendo tutti, come tutti i calciatori che hanno spessore si è saputo adattare e mettere le sue qualità a disposizione della causa». Il tecnico chiude blindando Ferrari: «Sta lavorando bene e rimane qui».