La psicologa: "Circondati dal nemico, un’ossessione di coppia"

L'analisi di Vera Slepoj. Dietro all’odio due personalità deboli, dove la solitudine gioca un ruolo fondamentale

Milano - Rosa e Olindo insieme, oggi più di ieri. Arrivano a bordo del cellulare, entrano in aula. Chiusi nella stessa gabbia restano lì a guardare il mondo oltre le sbarre. Mano nella mano, gli occhi negli occhi, sempre. Rosa Bazzi e Olindo Romano: immagini di una coppia rannicchiata in se stessa, una simbiosi patologica che li unisce e li stritola in una morsa delirante. Vera Slepoj, psicologa e psicoterapeuta, definisce il loro quadro psicologico.

Quali sono le caratteristiche della coppia di Erba?
«La dipendenza dall’altro è sempre patologica. L’amore non è dipendere. E Rosa e Olindo vivono in simbiosi da sempre».

Quando un legame si può considerare malato?
«Quando all’interno della relazione si sviluppa un percorso ossessivo, dove la morte diventa l’unica assoluzione, dove il male ad un certo punto vince su tutto».

Il più forte tra Rosa e Olindo?
«Sicuramente è Rosa ad avere la personalità più forte».

Qual è il ruolo di Olindo?
«Lui è l’anello debole, si avviluppa come un paguro, un parassita nascosto nell’identità dell’altro».

Quanto pesano i condizionamenti reciproci tra un marito e una moglie?
«In questo caso, ammesso che siano effettivamente loro i colpevoli, parliamo di due personalità infantili, narcisistiche. In psicologia il narcisista è una persona che ha sofferto molto, che sente il bisogno di difendersi da tutti, perché l’esterno rappresenta il negativo».

La confessione incrociata per difendere l’altro?
«Agli occhi di Olindo, Rosa è una donna che va difesa, l’asseconda in tutto. Anche questo in psicologia è un classico: il complice sposa appieno il delirio di assunzione di colpe che non ha».

Quanto pesa la solitudine di una coppia nell’istinto assassino?
«Moltissimo. Per eliminare l’ansia e l’angoscia sposano entrambi soluzioni deliranti. Probabilmente sia lei sia lui hanno avuto un percorso affettivo difficile, con grossi problemi di socializzazione. Così l’esterno è diventato nemico. Tra le mura domestiche intanto è cresciuto un senso crescente di odio e disprezzo».

La coppia che insieme progetta e uccide: un copione che si ripete?
«Generalmente questi delitti si compiono verso un soggetto preciso: a Perugia, perlomeno secondo l’accusa, la coppia Raffaele e Amanda contro Meredith, a Novi Ligure Erica e Omar contro la madre e il fratellino. A Erba invece c’è un’anomalia: un nucleo familiare contro un altro nucleo».