Psicopatico killer: "Era la prima che ho trovato"

Un 35enne, in cura da cinque anni per disturbi psichiatrici, è uscito di casa e ha accoltellato una vicina, Maria Palomà, 55 anni. Con i carabinieri si è giustificato così: "Non la conoscevo neppure, è stata la prima persona che ho incontrato"

Foggia - Era in cura da cinque o sei anni nel centro di igiene mentale di Lucera l’uomo di 35 anni accusato di aver ucciso ieri sera con quattro coltellate Maria Palomà, di 55 anni. È il risultato delle indagini condotte dai carabinieri. Lo psicopatico, rinchiuso nel carcere della cittadina (a una dozzina di chilometri dal capoluogo), è accusato di omicidio volontario. Le indagini dei militari sono coordinate dal procuratore della Repubblica di Lucera, Massimo Lucianetti (ieri è stato il pm Claudio Rastrelli a svolgere i primi accertamenti). Il presunto assassino vive con la madre nello stesso condominio della vittima. Due sorelle vivono per conto proprio. Gli investigatori non confermano l’ipotesi che lo psicopatico abbia ucciso Maria Palomà al posto di sua madre. "Da quanto emerge dagli atti ufficiali - ha dichiarato il maggiore dei carabinieri, Rocco Italiano - non emerge che l’uomo avesse intenzione di uccidere la madre. Le uniche frasi che ha pronunciato sono quelle secondo le quali non aveva nulla contro la vittima e che è stata la prima persona incontrata dopo essere sceso da casa con il coltello preso in cucina".

Motivazioni "Io non la conoscevo neppure, quella donna. È stata la prima persona che mi sono trovato davanti" ha detto l'omicida. Secondo quanto accertato dai carabinieri l’uomo, affetto da psicosi paranoica cronica, per la quale è in cura presso il locale centro di igiene mentale, si sarebbe impossessato del coltello nell’abitazione in cui vive con la madre. Poi è sceso e ha incontrato la vittima nei pressi del portone dello stabile. Senza motivi apparenti l’ha uccisa con quattro pugnalate al torace. Si è poi consegnato ai carabinieri.

Il padre ucciso Forse è stato l’omicidio di suo padre, avvenuto 30 anni fa, a sconvolgere la mente del presunto omicida che ieri sera, senza apparenti motivi, ha ucciso una donna di 55 anni accoltellandola nei pressi del palazzo dove entrambi vivevano. L’assassino risulta affetto da psicosi paranoica cronica, in una forma che, da quanto si è appreso, non avrebbe mai provocato atteggiamenti che potessero far pensare alla sua pericolosità. Insomma, dicono gli investigatori, pare che prima d’ora l’uomo non avesse mai dato problemi particolari. Ma i problemi mentali li aveva e probabilmente sin da bambino, proprio da quell’episodio cruento durante il quale suo padre perse la vita. L’uomo era impiegato come ragioniere in un negozio di articoli sanitari a Lucera. Lì, il 10 gennaio del ’78, ci fu una rapina. L’impiegato tentò di opporsi e i banditi aprirono il fuoco uccidendolo. Suo figlio, allora di appena cinque anni, probabilmente ne rimase segnato a vita. Terzo di tre figli (ha due sorelle che vivono per conto loro), il presunto omicida vive con sua madre Amelia, pensionata di 61 anni, che fino a poco tempo fa ha lavorato come assistente sociale presso il consultorio dell’ospedale di Lucera. Ieri sera l’uomo, che indossava una camicia scura consunta, sotto un abito grigio e un cappello, ha afferrato un coltello da cucina ed è sceso per strada uccidendo la vicina.