La psicoterapeuta: «All’università nessun corso su certi pazienti...»

Lei è psicologa. Ha uno studio in zona Corvetto, ma il nome «è meglio non metterlo. Parlo di miei pazienti, non è giusto che si sentano accusati o esposti». Certo l’argomento che riguarda la prevenzione all’utilizzo delle armi le interessa molto. A partire dalla sua formazione: «Nessuno mi ha mai spiegato durante la formazione universitaria e in seguito in specialità la gestione della pericolosità di alcuni pazienti. Non ci sono stati corsi o seminari nei quali si spiegasse a noi operatori quali sono i rischi che corriamo e come possiamo fare per evitare una situazione pericolosa». Perché «c’è un problema relativo alla sicurezza personale. Ho in cura pazienti con forte potenzialità aggressiva. Cosa faccio: chiedo se possiedono armi? Posso inserire questo dato nel colloquio iniziale?». Conclude: «Non saprei a chi rivolgermi per segnalare che un mio paziente affetto da disturbi psichici gravi è in possesso di armi con regolare porto d'armi o licenza di detenzione».