Psoriasi, il 50% dei pazienti snobba le cure E i malati più gravi sono i più disobbedienti

Il 4 per cento della popolazione italiana è colpito dalla psoriasi. Questa malattia della pelle danneggia nel 30 per cento dei casi le articolazioni. É una patologia ad andamento cronico ed invalidante, il cui peso sociale va aldilà della stessa severità di malattia. Il caratteristico aspetto della chiazza psoriasica, soprattutto se localizzata in zone visibili del corpo, è debilitante ed ha un impatto fortemente negativo sulla qualità della vita delle persone colpite. Può manifestarsi in pazienti di qualsiasi età, ma generalmente viene diagnosticata tra i 20 e i 50 anni. Esiste un ampio range di trattamenti per curarla, alcuni topici, altri sistemici. Circa il 70-80% dei pazienti con psoriasi viene trattata con creme, unguenti, gel, in quanto la superficie corporea coinvolta è inferiore al 5%. I casi più severi necessitano dell'impiego di fototerapia e/o farmaci sistemici. Le terapie sono oggigiorno efficaci, ma bisogna sottolineare che di psoriasi non si guarisce. I farmaci sono in grado di determinare la scomparsa delle caratteristiche lesioni psoriasiche, ma una volta sospesi, prima o poi esse ritornano, ad intervalli di tempo variabili.Un trattamento efficace deve, quindi, non solo migliorare i sintomi, ma anche mantenere una buona qualità della vita del paziente nel tempo. I farmaci topici disponibili includono emollienti, ditranolo, tacalcitolo, retinoidi, corticosteroidi, analoghi della vitamina D, inibitori della calcineurina. Tra le più recenti terapie topiche, gli analoghi della vitamina D e i corticosteroidi topici sono quelle che hanno dimostrato la maggiore efficacia clinica nei trials internazionali. Ma più ancora dell'efficacia deve essere presa in considerazione la cosiddetta compliance o aderenza alla terapia, essenziale per raggiungere il beneficio clinico ottimale e in genere molto bassa: la metà delle prescrizioni mediche non vengono seguite correttamente. Un recente studio condotto sulla popolazione danese ha dimostrato che il 95% dei pazienti utilizzava un dosaggio inferiore a quello prescritto dal medico curante. Bere alcolici e fumare hanno un effetto negativo sull'aderenza. Paradossalmente, i pazienti con una psoriasi più severa, e quindi con una più bassa qualità della vita, sono anche quelli meno aderenti alla terapia prescritta. Migliorare l'interazione tra medico e paziente può influenzare l'aderenza e da qui l'efficacia dei farmaci. Un'altra possibilità di aumentare l'aderenza è quella di affidarsi a modalità di applicazione innovative. «Non c'è dubbio che il gel offra un migliore utilizzo dei farmaci, riducendo la maggior parte delle limitazioni dei farmaci topici », afferma Mara Maccarone , presidente dell’Adipso, l’associazione che raccoglie i pazienti italiani affetti da psoriasi .
C'è, infine, un altro aspetto da tenere in considerazione: le conseguenze in materia di economia sanitaria della scarsa compliance. La psoriasi è una malattia cronica ad elevata prevalenza ed è quindi associata ad un costo elevato a carico del sistema sanitario nazionale e del paziente. In definitiva, l'aderenza al trattamento è uno dei problemi maggiori che ci si pone oggi nei confronti della psoriasi. Sono state identificate diverse aree nelle quali intervenire allo scopo di garantire un miglioramento della compliance e dei risultati clinici: maggiore interazione medico-paziente, innovazione tecnologica nelle modalità di somministrazione dei farmaci topici come l'utilizzo di gel specifici. Adattare il trattamento farmacologico alle caratteristiche del singolo paziente può essere il fattore decisivo nella cura di una patologia così diffusa e con così alto impatto sulla qualità di vita.