Può anche vincere chi si astiene

È presente una sola lista e per legge la consultazione sarà valida solo se ai seggi andrà la metà più uno dei residenti

Diego David

Non è poi così scontato che dalle elezioni per la carica di primo cittadino di Chiusavecchia, piccolo centro della valle Impero, esca vincente Oreste Lajolo, 52 anni, impiegato della Telecom, iscritto a Forza Italia e vicesindaco uscente, rimasto candidato unico della lista «Insieme per Chiusavecchia» dopo la rinuncia di Giampaolo Brunengo. Quest’ultimo, scaduti i termini di presentazione dei candidati, si era ritirato dalla sfida elettorale, ufficialmente per motivi familiari, ma, di fatto, a causa di una vicenda giudiziaria, che Brunengo aveva preferito chiudere con un «patteggiamento». Essendoci una sola lista in corsa, per essere valide le elezioni occorre che alle urne si rechi il cinquanta per cento più uno degli aventi diritto. I candidati esclusi (Corrado Agnese, Cristina Alassio, Daniele Cimino, Enrica Corradi, Federica Devia, Davide Grinetto, Manuela Marchi, Alessia Martini, Davide Merano, Piero Merano, Gino Mirto e Silvia Trincheri) hanno affidato ad una lettera inviata a tutti i cittadini il loro rincrescimento per non poter partecipare alla corsa elettorale.
Il tam tam quotidiano degli esclusi è un invito alla popolazione, circa quattrocento elettori, a non andare a votare. Tra l'altro in concomitanza con il voto per il Comune si tengono le elezioni provinciali. Dice il presidente della Provincia e ricandidato Gianni Giuliano (Fi): «Non credo che avverrà niente e non ho notizie di iniziative in questo senso». Più criptico il commissario provinciale azzurro Luigino Dellerba, candidato proprio nel collegio provinciale della Valle Impero, quindi direttamente coinvolto ad una eventuale astensione di «massa» (anche se l'invito pare sia quello di ritirare solo la scheda gialla per le provinciali), che si trincera dietro a un «no comment». Più articolato e istituzionale il commento del consigliere regionale azzurro Gabriele Saldo, originario proprio della zona: «Considerando pure legittimo l'invito a non andare a votare, il tutto mi suona quantomeno strano. Come è possibile fare politica chiedendo ai cittadini di non recarsi alle urne? Io non mi sono mai collocato su questa linea neanche in occasione di referendum. Che poi ci sia qualcuno che oggi per Chiusavecchia ipotizzi il non-voto, ripeto sarà pure legittimo, ma poi con che faccia si potranno presentare a chiedere il voto domani?»