Ma può esistere Apple senza Steve Jobs?

La delusione per i milioni di fan della casa della mela dopo la presentazione di San Francisco si mischia alla preoccupazione per la salute del grande guru dell’hi-tech. Che potrebbe trascinare con sé le sorti dell’azienda<br />

Leggete "Die Welt", il quotidiano berlinese. Tiitolo: “Apple distrugge il MacWorld con la noia”. E poi: “Che deludente commiato, il colosso dell’informatica di San Francisco si è presentato per l’ultima volta alla leggendaria fiera senza il suo patron Steve Jobs e senza prodotti rivoluzionari. Il sostituto Phil Schiller ha tenuto il keynote presentando qualche novità. Ma con il MacWorld 2009 si chiude un’era”. Infatti.

Insomma: l’incertezza sul futuro dell’azienda tecnologica più fashion al mondo continua, adesso che tutti sanno della salute del suo fondatore Steve Jobs, ora che il suo comunicato su “squilibri ormonali” che lo hanno ridotto a cartavelina è stato preso da molti come una verità nascosta. Perché sulla salute di Jobs, qualche anno fa colpito da un tumore al pancreas, si parla ancora, si specula. E soprattutto si teme che davvero non sia così semplice rivederlo al timone dell’azienda che ha creato prima e rilanciato poi.

E allora la vera domanda è questa: può esistere Aplle senza Steve Jobs? Può esiste ancora un’azienda che sulla figura carismatica di un uomo capace di rivoluzionare la tecnologia ha fatto perno per diventare quello che è oggi? Guardate la storia, cos’è stata Apple da quando è nata e cos’è stata quando Steve fu licenziato nel 1985, cioè una società che nei dodici anni successivi arrivò al limite del fallimento. E che si salvò richiamandolo.

Da allora Apple ha sfornato prodotti rivoluzionari, per primo l’iPod – il lettore che ha cambiato la musica, poi tutta uan serie di pc e notebook diventati cul, fino poi ad arrivare all’iPhone. Ecco, vedere Schiller che richiama gli appassionati di tutti il mondo al suo keynote per presentare principalmente e semplicemente un notebook con schermo da 17 pollici con batteria che dura fino a 8 orre, fa capire il senso della Apple di oggi, cioè un’azienda che ha temporaneamente perso il tocco magico. E fa capire anche che senza Steve Jobs rischia di chiudersi più di un’era.