«Può vincere il Napoli, ma la Juve non molla E se facessimo pari?»

L’ex difensore di tante battaglie cominciò la carriera in serie A proprio con questa partita. «Un giorno indimenticabile. Ma preferisco ricordare le vittorie: vent’anni fa in coppa Uefa ribaltammo il risultato, dopo aver perso 2-0 dai bianconeri. Stasera? Me la guardo in tv»

Ciro Ferrara, stasera c’è Napoli-Juventus. Sarà al San Paolo? E per chi farà il tifo?
«La guarderò in tv come l’anno scorso. È una partita che mi crea ancora tante emozioni. Certo, essere in campo era un’altra cosa, adesso posso godermela dall’esterno. Diciamo che non sono direttamente interessato, speriamo solo sia un’ottima partita».
L’anno scorso fu una partita ricca di polemiche. Colpa di alcune decisioni discusse dell’arbitro Bergonzi...
«Questi sono sempre incontri di cartello, qualsiasi episodio può far scaldare gli animi. Ma è roba del passato: al di là dei fatti singoli, fu un bel match».
Quale Napoli-Juve le è rimasto nel cuore?
«Io esordii in serie A proprio in una sfida tra partenopei e bianconeri e quello rimane un giorno indimenticabile. Ma siccome si ricordano più le vittorie, cito la sfida di coppa Uefa di venti anni fa quando, dopo aver perso 2-0 all’andata, il Napoli ribaltò il risultato».
Stasera la squadra di Reja parte favorita. Si aspettava un inizio così brillante degli azzurri?
«Sì, anche perché da tempo è stato ricostruito un ambiente. La risalita dalla C alla A, la coppa Uefa, De Laurentiis e Marino stanno facendo un ottimo lavoro. Al San Paolo sono caduti negli ultimi tempi Juve, Inter, Milan e Fiorentina. Il Napoli farà un gran campionato».
Tipo?
«Credo che, per la potenzialità della sua rosa e per il fatto che è un torneo molto strano ed equilibrato, possa arrivare a ridosso delle prime quattro. Di più no, ancora è presto per il definitivo salto di qualità».
La Juventus, invece, sta attraversando un periodo difficile. Polemiche all’interno, Ranieri sul banco degli imputati, anche se le ultime dichiarazioni lasciano intravedere un po’ di sereno.
«Quando si parla di Juve e di sue difficoltà, tutto viene ampliato. E le polemiche hanno più cassa di risonanza perché è un club rinomato. La società bianconera, nella sua storia, ha già vissuto momenti poco belli. Io non vivo lo spogliatoio, quindi non so se ci sono malumori. Ma la sua forza è combattere per risolvere i problemi. Sono convinto che si tireranno fuori dalla crisi, tecnico e giocatori hanno un obiettivo comune».
Ovvero?
«Far bene nelle varie competizioni. Chiamandosi Juve, non può accontentarsi e quindi deve cercare di centrare il massimo possibile in Italia e in Europa».
Chi saranno gli uomini decisivi?
«Del Piero ha quasi sempre segnato al Napoli, facendo tra l’altro gol bellissimi e visto che la Juve vive un momento di emergenza per gli infortuni, lui è chiamato a fare la differenza. Tra gli azzurri direi Lavezzi, giocatore di grande classe. Ma non mi meraviglierei che tra i protagonisti principali ci fossero elementi come Maggio e Santacroce, galvanizzati dalla fresca convocazione in nazionale».
Non ci saranno tifosi nelle curve, giusto o sbagliato?
«È una sconfitta per tutti noi che facciamo parte di questo mondo, chi fa sport non può gradire questa situazione. Ne perderà lo spettacolo, uno stadio come il San Paolo per Napoli-Juventus una volta arrivava a fare 80mila spettatori. Ma a tutto ciò si è arrivati per i fatti successi a Roma alla prima giornata».
Qualcuno parla di resa dello Stato ai violenti. E ora anche il presidente federale Abete propone di chiudere le trasferte ai tifosi della nazionale.
«Oggi il fenomeno è più della società che del calcio, ma associarlo al pallone dà più risonanza. Detto ciò, facendo un discorso generale e non su una tifoseria specifica, i violenti vanno assolutamente allontanati dagli stadi. Quanto accaduto a Sofia è da condannare, se Abete deciderà di non vendere più biglietti in trasferta, bisognerà accettarlo. Purtroppo a scapito dei tifosi veri».
Capitolo nazionale, come vive la sua seconda avventura? E come ha ritrovato Lippi?
«Mi trovo a mio agio, è un ambiente che conosco benissimo e dove lavora uno staff di altissimo livello. Stiamo facendo un ottimo lavoro e Lippi non è diverso da due anni fa, sa sempre compattare il gruppo e tenere concentrati i giocatori. Che lo seguono con entusiasmo, quello che mostra anche Marcello».
Il ct viareggino è contento per il feeling tra anziani e giovani.
«Non avevo dubbi che i senatori accogliessero e consigliassero le matricole e che queste li ascoltassero, stupiti dalla loro umiltà e semplicità. Certo, però, nessun anziano vorrebbe “mollare” il posto all’ultimo arrivato».
Come Cannavaro, a sei presenze dal record di Maldini. Lui ha parlato di mancanza di eredi in difesa.
«Il problema è che, come ha detto Fabio, nessuno marca più a uomo rispetto a una volta. C’è disabitudine a seguire l’avversario per tutto il campo. Ormai difendendo a zona, garantisci copertura a un tuo compagno. Però la marcatura è una e tutti lo sanno bene. Quindi almeno nelle sedute di Coverciano, si lavora sull’attenzione».
Chi l’ha impressionata di più dei nuovi?
«Rossi, Santacroce, Maggio, lo stesso Nocerino, sono giocatori che hanno un grande futuro davanti».
In conclusione, si sbilanci: chi vince tra Napoli e Juve?
«Il pareggio sarebbe il risultato ideale per me, anche se il Napoli è in un ottimo momento. Attenzione, però, all’orgoglio bianconero».