Pubblica amministrazione in rosa: poltrone ancora "vietate" alle donne

I dati di un'indagine diffusa da Anci: nei comuni la media delle presenze femminili in consiglio rimane sotto il 10%. E nelle Regioni, solo 43 assessorati su 258 sono guidati da una lei. Record della Sardegna: donne al vertice in un caso su tre

Tutto il rosa della politica locale. A macchia di leopardo. Se si escludono i casi di Bologna, Pavia, Ravenna, Genova e Cremona, sulle dita di una mano, in Italia le donne non riescono ancora ad essere protagoniste. La cosa pubblica, alla vigilia della tornata di amministrative del 6-7 giugno, si declina troppo al maschile ed è ben lontana dall'affermazione compiuta delle pari opportunità. Sono i risultati dell'indagine diffusa da Anci «Barbablù - che ne hai fatto delle tue donne», realizzata dall'Osservatorio donne nella Pa e promossa da «futuro@lfemminile» e Forum Pa, che ha interessato Regioni e Comuni capoluogo di provincia.
Andria (con un tasso del 3,91%), Benevento (4,76%), Foggia (5,18%), Crotone (7,81%) e Catanzaro (8,10%) i sono Comuni in cui le donne rappresentano nel migliore dei casi appena l'8% della composizione di consiglio, giunta e apparato dirigenziale. Tra le Regioni il primato negativo spetta a Basilicata, Sicilia, Calabria, Veneto e Molise, con una percentuale media di componente femminile di poco al di sopra del 14%.
Percorrendo una rapida panoramica dell'Italia si nota che solo 3 tra le 15 città metropolitane hanno un sindaco donna. A Genova Marta Vincenzi (Pd), a Milano Letizia Moratti (Pdl) e a Napoli Rosa Russo Iervolino (Pd) restano alfieri di una battaglia che pare contro i mulini a vento. Poco frequenti anche gli assessorati guidati da donne: 40 su 209 nei municipi. Per quanto riguarda le Regioni, su 258 assessori solo 43 sono donne e se i dirigenti sono 443, solo 87 appartengono all'«altra metà» del cielo.
Non ci sono, tuttavia, solo amministrazioni che si distinguono per dati negativi. Esistono realtà sensibili ai temi delle pari opportunità tra uomini e donne: la maglia rosa delle politiche virtuose in questo senso spetta alla Sardegna (32% di presenza femminile nei vertici politici e amministrativi), al Piemonte e Trentino Alto Adige (entrambi 28%) al Lazio (26) e all'Emilia Romagna (22). Tra i Comuni, invece, il primato spetta nell'ordine a Bologna (36%), Pavia (35), Ravenna, Genova e Cremona a pari merito (33).