Pubblica fustigazione per le femministe che chiedono parità

Teheran. Saranno chiamate singolarmente davanti ai giudici le 31 attiviste iraniane per rispondere delle accuse di «raduno con intenti sovversivi e attentato alla sicurezza dello Stato». Lo scorso 3 marzo le attiviste avevano organizzato un sit-in davanti alla sede del tribunale della Rivoluzione di Teheran per chiedere la parità dei diritti e l’abolizione della poligamia. Alle prime dieci femministe sono già state comminate condanne dai sei mesi ai cinque anni di reclusione, in gran parte con la sospsensione della pena, mentre ad altre attiviste è stata inaspettatamente inflitta la pena della fustigazione. La condanna al carcere per chi chiede la parità non è cosa nuova in Iran, ma la fustigazione pubblica per reati politici non si è finora mai verificata. «È un atto di inciviltà», commenta il premio Nobel per la Pace, Shirin Ebadi.