Pubblicare le foto atto di coraggio

Gentile Sircana,
uso non per forma questo aggettivo, perché tale lei mi sembra: pur non conoscendola ho più volte apprezzato, in televisione, la pacata mitezza con la quale svolge la sua passione - e funzione - politica. Anche per questo sono dispiaciuto di quanto le sta capitando e sono pronto a difendere il diritto suo, e di chiunque, a avere la vita privata che più le aggrada.
È barbaro e ipocritamente moralista un Paese che mette alla gogna un cittadino - sia chi sia - per le proprie attività sessuali di maggiorenne con altri maggiorenni. È ipocritamente moralista, però, anche mettere alla gogna un quotidiano e il suo direttore per avere fatto il proprio lavoro, cioè per avere pubblicato una notizia, in assenza di leggi che lo proibiscano: perché lei è un uomo pubblico, e in quanto tale il suo diritto alla privacy è necessariamente più a rischio di quello di un comune cittadino.
Adesso c'è un provvedimento del Garante. Ma voglio credere, proprio perché la stimo, che lei sia il primo a dispiacersi che sia stato preso appositamente per proteggere lei, Sircana, e non altri cittadini, magari meno potenti e influenti. Umanamente e civilmente tutto ciò è scandaloso. Come è scandaloso che un settimanale, peraltro specializzato in fatti altrui, abbia comprato a caro prezzo quelle foto per non pubblicarle: in cambio di che, è lecito chiedersi. Come, per fare un altro esempio, è scandaloso il rilievo dato dai media e dal governo al rapimento di un giornalista, rispetto a quello dei tecnici «qualsiasi» rapiti in Nigeria per più di tre mesi.
Il suo caso, insomma, è diventato un'ulteriore pietra dello scandalo nella scandalosa disparità di trattamento fra persone comuni (in quanto non detengono potere) e persone speciali perché detentrici di potere. E credo che, a questo punto, la cosa migliore che lei possa fare è autorizzare la pubblicazione delle foto della polemica: anche nel suo interesse, perché continuare a tenerle nel mistero dà loro una suggestione e un significato di gran lunga superiore a quello che certamente hanno. Ma soprattutto perché, facendole pubblicare, lei rivendicherà il diritto - per ognuno e non solo per sé - di compiere scelte personali e sessuali libere rispetto alla morale corrente.
Per quanto ciò possa pesarle, mi sembra davvero il modo migliore per chiudere il caso: con un atto di coraggio civile.
Giordano Bruno Guerri
www.giordanobrunoguerri.it