Pubblicità truffa, multe per 8 milioni dal 2005

da Milano

L’Antitrust a lancia in resta contro la pubblicità ingannevole: dal 2005 l’Authority ha inflitto multe per otto milioni, e annuncia sanzioni anche più salate. Grazie ai maggiori poteri attribuiti dal governo, infatti, le multe potranno essere raddoppiate, passando da 100mila a 200mila euro, mentre affila le armi la nuova direzione Pratiche commerciali sleali, attivata lo scorso 3 agosto. Solo negli ultimi sei mesi le sanzioni hanno raggiunto i due milioni di euro. Ma per Adusbef e Federconsumatori sono «briciole rispetto agli incassi delle aziende», specie nel settore della telefonia, al primo posto nella «lista nera» dei raggiri.
Altri settori particolarmente a rischio sono il turismo e il mondo del benessere, particolarmente i prodotti dimagranti, forti di «battage» pubblicitari non solo in grado di disorientare i consumatori ma di ingannarli nelle loro scelte.
Solo nella telefonia, fissa e mobile, i casi esaminati sono stati 124, e appena 11 le «assoluzioni», dato che indica, sottolinea l’Authority guidata da Antonio Catricalà, «l’alto livello di scorrettezza dei messaggi pubblicitari del settore». In particolare, l’Antitrust punta il dito contro le offerte di tariffe e servizi che mimetizzano costi aggiuntivi, per non parlare dei prezzi stracciati «per sempre», in realtà validi solo fino a un termine prestabilito, dopo di che i vantaggi promessi decadono inesorabilmente.
Nel mirino anche il settore turismo, dove il principale veicolo della truffa è Internet: alberghi pubblicizzati con più stelle di quelle regolarmente assegnate, foto e descrizioni di villaggi turistici molto diverse dalla realtà, pacchetti vacanze che si rivelano piuttosto dei veri e propri «pacchi».
Infine, il settore benessere, dove si specula su consumatori «in una situazione di particolare debolezza psicologica», sottolinea l’Antitrust, offrendo creme e prodotti che promettono miracolosi dimagrimenti senza dieta o attività fisica. I rischi in questi casi sono estremamente gravi; per l’Autorità non fornire indicazioni, ad esempio, sulla necessità di consultare preventivamente un medico o l’omissione di avvertenze essenziali, come attenersi alle dosi consigliate e non fare un uso prolungato del farmaco, può indurre i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza, con conseguente pericolo per la salute.