Pubblicitaria dall’ironia pungente è la regina della letteratura rosa

Camilla Vittorini ha scritto «Qualcosa bolle in pentola», edito da Harlequin-Mondadori

Francesca Amé

La letteratura in rosa, in tutte le sue declinazioni, sta di casa in via Marco D'Aviano. È lì, in zona Pasteur, che da poco tempo si è trasferita la Harlequin Mondadori, una joint-venture a favore dei romanzi al femminile che dai primi anni Ottanta unisce la canadese Harlequin Enterprises e la Arnoldo Mondadori Editore. E se tutte abbiamo letto almeno una volta nella vita i mitici libretti Harmony, la narrativa in rosa è in grado di riservare ancora nuove sorprese. Il gruppo ha infatti lanciato altre due nuove collane: la più recente - il primo titolo è uscito quest'estate - è «Dcuore» e si concentra sui bestseller americani che vanno sotto l'etichetta di «romantic novel». Trattasi non solo di romanzoni in salsa rosa dove l'amore tra lui e lei alla fine trionfa, ma anche di storie di amicizia e di complicità tra donne. Un tubino rosso è invece il logo di un'altra collana, recente acquisizione di Harlequin: è «Red Dress Inks», la serie del «vestitino rosso» che raduna titoli di autrici contemporanee che hanno dato vita al fenomeno della «letteratura delle pollastrelle».
Chick lit, così la chiamano in America, è quel genere letterario che ha avuto come madrina d'eccezione Bridget Jones e che negli ultimi anni ha imparato a raccontare con ironia le alterne vicende del cuore. Un genere rigorosamente dalla parte delle donne, ché gli uomini non sono più i principi azzurri da sognare a occhi aperti. «Potremmo dire che Milano è la capitale della narrativa Red Dress Ink - commenta Laura Donnini, direttrice generale di Harlequin Mondadori -: le milanesi hanno i piedi ben piantati a terra, amano leggere di eroine alle prese con i problemi di tutti i giorni e sono capaci di sorridere dell'amore vero che pare non arrivare mai. Milano, del resto, è la capitale dei single». Proprio alle single di Milano è dedicato uno dei recenti successi della collana: si intitola «Qualcosa bolle in città» e lo firma la lodigiana (ma milanese d'adozione) Camilla Vittorini.
Caschetto nero e aria timida, Camilla Vittorini descrive con freschezza la vita tutt'altro che monotona di una trentenne pendolare dalla provincia alla «Grande Mela» lombarda e via via vittima dell'«attaccabottone del treno», degli aperitivi a tutti costi, dei fine settimana nei centri benessere e altre tendenze tutte milanesi. Protagonista del romanzo, unico titolo italiano in catalogo, è Sabrina, pubblicitaria dalla lingua pungente e dal cuore in subbuglio. Sullo sfondo, istantanee sulla Milano di oggi: a detta dell'autrice è questo il posto ideale, in Italia, per ambientare un romanzo sulle pollastrelle di oggi.