«Il pubblico ci ha premiato questa è la strada giusta»

RomaNon è facile raccontare cos’è la follia; né come si può uscirne. Non era facile raccontare C’era una volta la città dei matti..., la miniserie di Marco Turco prodotta da Claudia Mori, che, con indiscutibile coraggio, domenica e lunedì proporrà su Rauno la vicenda di Franco Basaglia. Cioè dello psichiatra che, attraverso la controversa legge 180, a fine anni ’70 mise fine ai manicomi intesi come lager di contenzione. In una fiction che, pur interpretata da Fabrizio Gifuni e Vittoria Puccini, «vuol essere soprattutto corale - come spiega il direttore di Raifiction, Del Noce - evitando cioè l’agiografia del protagonista, per sottolineare invece il valore collettivo della sua rivoluzione medico-sociale», il tono scelto è diretto, esplicito, talvolta duro. Basata sulle testimonianze vere di medici, infermieri e pazienti, con la consulenza di Beppe dell’Acqua, per dieci anni collaboratore di Basaglia, e l’approvazione della figlia dello scienziato, Alberta («All’inizio m’ero rifiutata, per avere poi la libertà di criticare. Ma ora mi complimento con gli autori»), la miniserie ripropone la linea editoriale voluta da Del Noce sempre più concentrata sui contenuti.
Un bel rischio, in prima serata, parlare di matti e di manicomi...
«Il tema è duro, ha momenti angosciosi, difficili. Ma è trattato con una partecipazione umana ed emotiva straordinarie. E, soprattutto, risponde in pieno a quelle che devono essere le scelte di un servizio pubblico. Parlare dei temi reali, di quelli che interessano tutti. Anche quando sono difficili. Proprio perché sono difficili».
E il pubblico sembra approvare.
«Al di là di ogni nostra aspettativa, ha premiato tutte le ultime proposte Rai: Lo scandalo della Banca Romana, Gli ultimi del paradiso e Sant’Agostino. Il 26 per cento di share con 7 milioni di spettatori totalizzato da quest’ultimo titolo, ci ha davvero sorpreso. Per questo siamo fiduciosi che il pubblico recepirà anche il coraggio di questa nuova proposta. La critica l’ha già apprezzato; dagli esperti del settore abbiamo già ricevuto tanti complimenti».
Se queste fiction fossero andate in onda in periodo di garanzia (al quale invece riservate prodotti più facili, come Capri) la vittoria sarebbe stata più completa.
«Ma sono andate in onda durante la garanzia di Mediaset. E dunque con risultati che pesano anche per noi. Del resto, in questi mesi il bacino d’utenza è molto ampio; mentre a maggio - cioè durante la garanzia della Rai - i telespettatori diminuiscono. No: direi che abbiamo valorizzato al massimo prodotti così importanti, e ai quali tenevamo tanto».
Dunque Raifiction continuerà su questa linea?
«Grandi discussioni solleverà certamente Pio XII. Sempre per la produzione di Claudia Mori, realizzeremo tre miniserie dedicate al tema della violenza sulle donne dirette da Liliana Cavani, Margarethe von Trotta, Marco Pontecorvo. Speriamo infine di poter mettere mano al progetto su Pavarotti, che doveva essere realizzato da Mediaset, al quale sta collaborando Nicoletta Mantovani, e che potrebbe essere interpretato da Pierfrancesco Favino».