Pubblico impiego, aumenti di 100 euro al mese

Sbloccati i contratti che riguardano scuola, ministeri, aziende autonome e prefetture. I sindacati sono soddisfatti ma confermano lo sciopero

da Roma

Via libera definitivo del Consiglio dei ministri a quattro contratti del pubblico impiego, per un miliardo e mezzo di euro. I contratti riguardano la scuola, i ministeri, le aziende autonome e il personale della carriera prefettizia: circa un milione e mezzo di persone. Nella riunione di ieri, il governo ha anche approvato la riforma dell’autotrasporto: le associazioni del settore hanno perciò revocato il blocco dei Tir, previsto per la prossima settimana.
I quattro contratti pubblici sbloccati ieri dal governo riguardano i dipendenti ministeriali, quelli della scuola, delle aziende autonome e il personale della carriera prefettizia. «Stiamo lavorando perché gli aumenti arrivino nelle buste paga entro fine anno. Ora, attendiamo il via libera da parte della Corte dei Conti, che ha quindici giorni di tempo - spiega il ministro della Funzione pubblica, Mario Baccini -: penso che potranno entrare in vigore entro il mese di dicembre, o al massimo nei primi giorni di gennaio». Una decisione che dipenderà anche dalle esigenze di bilancio. Giulio Tremonti, nei giorni scorsi, ha però detto che avrebbe fatto di tutto per far decorrere gli aumenti salariali già dalla fine del 2005. I rinnovi riguardano il biennio 2004-2005, e l’aumento medio è di 100 euro al mese. Complessivamente, il peso dell’intero rinnovo contrattuale del pubblico impiego è pari allo 0,26% del prodotto interno lordo.
I sindacati commentano con soddisfazione la decisione presa dal governo, e chiedono che si stringano i tempi per gli altri comparti del pubblico impiego. Però, allo stesso tempo, confermano l’adesione allo sciopero generale del 25 novembre, indetto da Cgil-Cisl-Uil contro la legge finanziaria. La Cgil ricorda che per gli aumenti sbloccati ieri andranno nelle buste paga di gennaio, mentre per un altro milione e mezzo di dipendenti pubblici i contratti «vanno alle calende greche».
Non avrà luogo, invece, lo sciopero dell’autotrasporto indetto dalle organizzazioni di settore per la prossima settimana. Il Consiglio dei ministri ha approvato tre decreti legislativi che danno attuazione alla delega per la liberalizzazione nel trasporto di persone e merci. «Nel settore dell’autotrasporto - commenta Palazzo Chigi - si realizza così la libera contrattazione dei prezzi, accompagnata da misure per incentivare il rispetto delle regole della sicurezza stradale da parte di tutti gli autotrasportatori». È una liberalizzazione, «che dimostra - dice il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi - l’attenzione del governo per un comparto chiave dell’economia del Paese».
Con la liberalizzazione delle tariffe si supera un sistema, commenta il sottosegretario ai Trasporti Paolo Uggè, che poneva agli operatori «vincoli incompatibili coi principi del mercato, dannosi per le stesse imprese d’autotrasporto, costrette a rispettare dispositivi inapplicabili ai concorrenti di altri Paesi europei». Anche la Confindustria commenta favorevolmente la riforma: «Liberalizzazione dei prezzi del trasporto, riforma della Consulta generale e dell’Albo degli autotrasportatori, salvaguardia della concorrenza fra imprese e trasparenza del mercato sono temi significativi per il sistema delle imprese», dice una nota di Viale dell’Astronomia.