Pubblico a lezione di antiquariato nelle ex botteghe

Il ricavato alla Lega per la lotta ai tumori

Roberto Zadik

Arte, cultura e beneficenza. Elementi portanti dell'iniziativa «Lezioni di antiquariato» in corso fino alla fine del mese, nella quale galleristi, antiquari e restauratori illustrano, in qualità di «professori», storia e segreti della loro attività. Ma non solo. Partendo dai dipinti per arrivare alle stampe, durante le lezioni vengono sviluppate le tematiche più varie, dalla pittura del primo Ottocento lombardo; dalle maioliche lodigiane ai tappeti orientali, spiegate e approfondite all'interno di un progetto centrato sulla solidarietà. Infatti, chi intende parteciparvi, dovrà prenotare (chiamando lo 02-26680712 o tramite il sito www.legatumori.mi.it) versando una somma di almeno 20 euro per ogni appuntamento e i ricavati verranno devoluti al servizio assistenza bambini della Lega Italiana per la Lotta contro i tumori. Gli incontri si tengono in diversi punti della città e questa settimana si susseguono uno dopo l'altro.
Ad esempio lunedì, chi vuole saperne di più sul lavoro di antiquario non potrà perdersi «40 anni di esperienze in bottega», approfondimento nel quale, a partire dalle 17, presso l'Argenteria, largo Treves 2, Roberto Dabbene racconta le curiosità di un mestiere tanto antico quanto importante per l'espansione e lo sviluppo dell'arte nel nostro Paese e in Europa. Martedì, in via S. Fermo della Battaglia 1, si passa alla «Storia dell'Orologeria meccanica in Europa». A partire dalle 17,30, Giorgio Gregato, restauratore di orologi antichi da ormai quarant'anni, racconterà, dal canto della sua lunga esperienza, il lungo cammino compiuto da questi misuratori del tempo, dalle origini fino ad oggi. Mercoledì, alla Quadreria dell'800, via Manzoni 40, dalle 19 in poi, il gallerista Emanuele Motta, spazierà tra Naturalismo, Scapigliatura e Divisionismo. Tre correnti pittoriche di primo piano che hanno attraversato il secondo Ottocento lombardo avendo avuto, tra i loro più autorevoli esponenti, nomi come Tranquillo Cremona, per la Scapigliatura, e Giovanni Segantini e Giuseppe Pelizza da Volpedo per il Divisionismo.