"Il pubblico non sa gestire bisogna abolire il Demanio"

Parla l'assessore al Territorio del Comune di Milano: "Lo scandalo è il frutto di un patto assurdo tra la politica e il sindacato L’Aler va trasformata: deve giocare una partita non profit. La sola edilizia sociale porta degrado, serve il mix abitativo"

Assessore Carlo Masseroli, un’altra Affittopoli. Non sarebbe ora di risolvere il problema?
«È ora di risolverlo».
Magari una volta per tutte.
«Bisogna abolire il demanio pubblico e trasformare l’Aler».
Cominciamo dalle case d’oro degli enti pubblici concesse a politici e giornalisti.
«Erano case donate dai benefattori perché ci si occupasse di ammalati e anziani».
Svendute. E al Trivulzio i nonni pagano rette salate.
«Il frutto di un patto scellerato stretto nel tempo tra la politica e i sindacati».
I partiti si pappano tutto.
«Stiamo sentendo le grida. Il solito tutti contro tutti».
Quando si parla di casa la gente s’infuria. E fa bene.
«La politica oltre a porre i problemi, deve risolverli».
Ma così non va bene.
«Il pubblico non è in grado di gestire patrimoni immobiliari. Se c’è un edificio fatiscente e dove hai paura la sera, stai sicuro che è di un ente pubblico».
Rozza (Pd) chiede la lista degli immobili del demanio.
«Giusto che ognuno guardi in casa sua. Ma io faccio un passo in più, è arrivato il momento di abolire il demanio».
Non è un favore ai privati?
«Case gestite male non danno alcun vantaggio. Né al bilancio dell’ente, né a chi ha bisogno di una casa».
Come se ne esce?
«Il Comune ha già messo gli immobili nei fondi. Roba destinata al degrado».
Il Comune se ne sbarazza.
«La valorizzazione dà soldi da utilizzare per la città, riqualifica il territorio e immette funzioni di interesse generale».
La ricetta è vendere?
«La scommessa del Pgt è il mix abitativo fatto di case a prezzi di mercato, edilizia a costi moderati, affitti. La sola edilizia sociale porta degrado».
Chi si occupa dei bisognosi?
«Bisogna trasformare l’Aler. Deve giocare una partita imprenditoriale non profit con l’obiettivo di dare una risposta al bisogno di case».
E il Comune che farà?
«Deve partecipare a fondazioni, al privato sociale. Stiamo lavorando su un fondo immobiliare non profit a cui potremmo apportare il patrimonio di aree e alloggi destinati al sociale».
Difficile che chi ha bisogno possa comprare.
«Serve un’agenzia non profit per far sì che anche lo sfitto sia messo in circolo».
Si ha l’impressione che ve ne vogliate lavare le mani.
«Il contrario. Il demanio ha fallito e servono strumenti più adeguati. Le case pubbliche vanno messe a disposizione».
Sicuro che i privati saranno uno strumento migliore?
«Decisiva è la collaborazione con il privato. Serve mentalità imprenditoriale e partecipazione pubblica».
Per ora siamo ancora fermi ad Affittopoli. Roba da terzo mondo, con tutto il rispetto per il terzo mondo.
«E, infatti, le donazioni si sono fermate. Se usano così i soldi.... Ma il Pgt mette le basi per un percorso sostenibile».