Via Puggia difende le serre con le fognature

«Là dove c'era l'erba ora c'è una città». Così cantava Adriano Celentano. E così diranno tra qualche anno i bambini di via Puggia. Al posto delle serre e delle coltivazioni di Peirano sorgerà, infatti, un mega complesso residenziale.
Nella via sono previsti tre edifici residenziali, alti quindici metri, per un totale di circa quaranta appartamenti e un parcheggio interrato su due piani da almeno cento autovetture, con accesso da via Camilla. Attraverso una discussa norma del Puc (Piano urbanistico comunale) i costruttori hanno l'obbligo di bonificare zone industriali cittadine. Così, per la realizzazione di questo complesso abitativo del quartiere di Albaro, è prevista la demolizione di edifici industriali a Sampierdarena e Bolzaneto.
Gli abitanti di via Puggia, per contrastare questo progetto, si sono appellati alla già precaria viabilità e alle fognature in uso che, pare, scarichino insieme le acque bianche e le acque nere nel rio Parroco. «Tale insediamento - dicono i residenti - comporta ulteriori criticità in una zona di verde pregiato vicino al parco di Villa Gambaro».
Per tutti questi motivi il Municipio del Medio Levante chiede l'intervento della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici per una valutazione di tutta la zona di «Valletta Puggia», fino all'incrocio con via Pisa. I consiglieri richiedono anche una consistente riduzione delle volumetrie. E che i relativi oneri di urbanizzazione siano alla fine destinati ad opere di manutenzione straordinaria nel parco di Villa Gambero, come peraltro è previsto nel progetto. «Bisogna tenere conto del piano regolatore - sostiene Fabio Orengo, capogruppo di An del Medio Levante - e promuovere solo i progetti ecosostenibili, che non vadano a penalizzare ciò che è già esistente in zona». Sembra che i volumi del nuovo progetto, più che grossi, siano in contrasto con il resto del quartiere. Il classico «pugno nell'occhio». Gli abitanti non ci stanno e promettono battaglia.
Gli esponenti dei Ds presenti nella vecchia Circoscrizione III avevano votato «sì» al progetto sostenendo che anche dove ci sono gli attuali edifici di via Puggia e via Orsini una volta c'era un bel parco. Ma alla loro costruzione nessuno si è opposto. E adesso gli abitanti sono ben felici di vivere lì avendo rinunciato a tanto verde.