È la Puglia il nuovo Bengodi tra raddoppi e rimborsi d’oro

E in Liguria la diaria di un eletto supera di mille euro quella di un parlamentare

Le indennità sono la voce più consistente della busta paga di un consigliere regionale, ma non le uniche. Si aggiungono diarie, rimborsi spese, forfait, gettoni di presenza, indennità di missione, e naturalmente liquidazioni e pensioni (erogate sulla base delle relative trattenute). E questo è davvero un festival della creatività italica. I consiglieri delle varie regioni fanno quasi a gara per trovare i giustificativi o i moltiplicatori che consentano di portare a casa più soldi. Soprattutto perché questi ultimi redditi, erogati sotto forma di rimborsi, non vengono tassati. A differenza delle indennità di carica e funzione. È un turbinio di cifre sulle quali non sempre regna la trasparenza: molte regioni, tra le quali l’Umbria e l’Emilia Romagna, non quantificano diarie e rimborsi per legge, ma demandano il compito agli uffici di presidenza. E qui cala il velo del segreto.
Diaria. Rimpolpa la retribuzione dei parlamentari (4.033,11 euro mensili), dunque anche i consiglieri regionali se la sono assegnata benché le prime leggi degli anni Settanta non ne portassero traccia. In genere è una percentuale (di solito il 65 per cento, cioè 2.621,52 euro netti) della diaria dei parlamentari diminuita per ogni assenza ingiustificata. Ma la casistica è complessa. La Basilicata calcola l’89,44 per cento, compreso il rimborso spese per missioni nei confini regionali; il Lazio sale al 100 per cento. La Toscana calcola un gettone di presenza di 51,64 euro per 18 sedute. Il Piemonte unisce un rimborso forfettario conteggiato con un metodo complicatissimo a un gettone di 122,07 euro per i giorni di effettiva presenza. La diaria della Liguria è una quota dell’indennità parlamentare (attenzione: non della diaria) commisurata alla maggiore o minore distanza della residenza dal capoluogo. Esempio: un consigliere che abiti fino a 25 chilometri da Genova prende il 40,5 per cento di 12.434,32 euro, cioè 5.035,90 euro; la percentuale sale al 57 (7.087,56 euro) per chi abiti a più di 110 chilometri. Il risultato è paradossale: la diaria di un consigliere ligure è superiore di almeno 1.000 euro a quella di un deputato nazionale.
Rimborso per viaggi e missioni. Altra giungla di numeri. Alcune regioni pretendono i giustificativi, altre distribuiscono abbonamenti alle autostrade, altre ancora erogano i forfait. Alcune prendono a base il trattamento degli statali, altre distinguono tra missioni nella regione, in Italia o all’estero. Queste voci fanno crescere parecchio le buste paga senza toccare le indennità. Per esempio, in Veneto è previsto un rimborso spese onnicomprensivo pari al 25 per cento dell’indennità del consigliere, in Lombardia del 35, in Campania del 38 per cento «per il libero svolgimento del mandato». Nei rimborsi spese le varianti sono infinite. Il Molise prevede mesi di 18 giorni e auto che facciano 4 chilometri con un litro (il rimborso ogni 1000 metri percorsi è pari a un quarto del prezzo di un litro di benzina). In Abruzzo i giorni del mese scendono a 15 ma le auto consumano meno perché viene risarcito un quinto di un litro di verde. La Toscana immagina che ogni consigliere svolga 3 missioni al mese e per questo gli assegna il 10 per cento dell’indennità di carica (808,23 euro). In Basilicata le giornate di missione non durano 24 ore, ma otto («il giorno di inizio e quello finale della missione sono considerati per intero se superiori a 8 ore» è scritto nella legge) ed è perfino previsto il rimborso per la spesa di un’assicurazione sulla vita.
Il caso Puglia. Il Tacco d’Italia tratta i suoi consiglieri regionali con riguardo assoluto. Il sistema retributivo è molto più ricco che nel resto del Paese. La prima voce (tassabile) è l’indennità di carica, uguale per tutti, pari al 90 per cento dell’indennità del parlamentare: 11.190,89 euro. Niente indennità di funzione. Seconda voce (esentasse): diaria. È il 36 per cento dell’indennità del parlamentare: 4.476,35 euro, superiore di oltre 400 euro alla diaria del parlamentare. Questa voce viene raddoppiata per il governatore e incrementata del 30 per cento per il presidente del consiglio regionale. Terza voce: rimborso spese di soggiorno a Bari. È una percentuale della diaria variabile secondo gli incarichi. Esempio: i presidenti del consiglio e della giunta ne prendono il 100 per cento (altri 4.476,35 euro), il vicegovernatore l’80, gli assessori il 70, giù fino ai consiglieri «peones» che devono accontentarsi di un 10 per cento. Ma sono veramente pochissimi, in un’assemblea con 13 gruppi (molti con un consigliere solo che quindi viene retribuito come capogruppo), una miriade di commissioni e un sistema che premia anche i vicepresidenti e i segretari di ciascuna commissione.
Ricapitoliamo. Il consigliere-tipo pugliese ogni mese incamera 11.190,89 euro di indennità, 4.476,35 di diaria e 447,63 di rimborsi: totale 16.114,87 euro. Il governatore bertinottiano Nichi Vendola invece sale alla vetta di 24.619,94 euro, dei quali meno della metà tassabili. Infine è previsto un rimborso per le spese di viaggio dal luogo di residenza: 0,25 euro per ogni chilometro moltiplicato per 15 giorni ancora moltiplicato per due (andata e ritorno). Tutte voci a forfait. Benvenuti a Bari, il Bengodi delle regioni d'Italia.