Pugni a De Corato dopo le minacce «Poteva uccidermi»

«Se avesse avuto un coltello o una pistola, avrebbe potuto uccidermi». È ancora scosso il vicesindaco. Alle 17,30 è al pronto soccorso del Fatebenefratelli, con il naso dolorante, la testa che gira e il foglio con 7 giorni. Dopo gli slogan gridati dai no global e i manifesti comparsi solo qualche notte fa sotto casa, questa volta Riccardo De Corato le ha prese sul serio. «Pugni, schiaffi, non si fermava più» racconta. Ieri pomeriggio è stato aggredito in un bar in piazza Sant’Alessandro da un uomo di 61 anni, un ambulante con precedenti penali per resistenza a pubblico ufficiale. Ha inveito contro di lui per le troppe multe ricevute, gli ha gridato «mafioso» e poi lo ha preso a schiaffi. Gli uomini della scorta che seguono il vicesindaco erano fuori dal locale, a fermare l’aggressore ironia della sorte è stato il portavoce del candidato del centrosinistra Pisapia. De Corato non vuole parlare di odio politico né si paragona a Berlusconi che un anno fa fu aggredito a Milano. Ma sente il peso delle continue minacce: rom, antagonisti, studenti. «Vivo come può vivere una persona sotto scorta. E c’è gente pericolosa che mi addossa la colpa di aver perso la casa popolare, la licenza. Sono rischi del mestiere ma certo questa non è stata un’improvvisata, sapeva dove trovarmi». Lo hanno chiamato subito il sindaco («sono vicina a Riccardo, sempre in prima linea») e il ministro Maroni, che assicura adeguate indagini Per il coordinatore provinciale del Pdl Romano La Russa è «testimonianza del clima di odio che sempre più spesso sfocia in violenza». E il governatore Roberto Formigoni: «De Corato da tanti anni svolge un servizio ai cittadini e non merita in nessun modo l’attacco che ha dovuto subire. Ma lo rafforzerà ulteriormente».