Pugno duro del governo: i Tir si rimettono in marcia E salta lo sciopero dei taxi

Un’altra giornata di blocchi stradali: ancora problemi in tutta Italia, un camionista ucciso ad Asti, un ferito a Fidenza. Poi la svolta dopo il giro di vite del Viminale

RomaUn manifestante morto, blocchi in tutte le autostrade, stabilimenti Fiat paralizzati, frutta e verdura che mancano sui banchi dei mercati e benzina introvabile in molti distributori della penisola. Contro la protesta dei Tir, che sta mettendo in ginocchio il Paese, scendono in campo le forze dell’ordine per cercare di normalizzare la situazione. Una situazione pesante, perché ieri presidi e sit-in si sono registrati un po’ ovunque e in mattinata i caselli di Poggio Imperiale, San Severo, Andria e Foggia sulla Bologna-Taranto e l’uscita Serravalle Scrivia sulla Serravalle-Genova risultavano ancora sbarrati al traffico.
Problemi anche in Puglia, in Calabria, nelle aree di sosta degli imbarcaderi per la Sicilia di Villa San Giovanni dove i manifestanti hanno impedito il traghettamento dei mezzi pesanti, nell’area portuale di Livorno e Genova, sulla tangenziale torinese, alla frontiera con la Francia e allo scalo Hupac di Malpensa, uno dei più grandi d’Europa, dove transitano merci da e per l’Europa.

Ma lo spettro ancora più grande ora è rappresentato dalla benzina, che inizia a mancare in Puglia, in Campania, nel Lazio e in provincia di Napoli, dove molti distributori sono già chiusi. Ieri proprio nella città partenopea sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno riaperto il traffico sulla A1, al casello di Napoli Nord in entrambi i sensi di marcia, e hanno fatto rimuovere anche diversi automezzi con le ruote squarciate, che ostacolavano la viabilità. Per tutta la giornata gli uomini del reparto mobile della questura di Caserta e quelli di Napoli sono poi rimasti a presidiare la zona, per prevenire possibili nuove azioni di protesta da parte degli autotrasportatori, che avevano minacciato di tornare in forze. Gli agenti sono intervenuti anche sull’autostrada A30 alla barriera di Mercato San Severino, a Salerno, dove decine di autoarticolati impedivano la circolazione.

La protesta ha purtroppo anche una scia di sangue. Massimo Crepaldi, 45 anni, alle 5 di ieri è stato travolto e ucciso da una collega tedesca, Karin Jiutta Weckerle, mentre stava manifestando sulla statale 10 di Asti. Secondo una prima ricostruzione, la straniera, che è stata successivamente arrestata per omicidio colposo, si sarebbe spaventata dopo essere stata fermata dai manifestanti. La dinamica è ancora da accertare ma sembra che Crepaldi avrebbe dato alcuni piccoli colpi sulla carrozzeria del mezzo guidato dalla tedesca per spiegarle dove parcheggiare. A quel punto la donna si sarebbe spaventata, accelerando e agganciando lateralmente l’astigiano, che è stato così trascinato sotto il mezzo pesante.
A Fidenza, in provincia di Parma, invece, un camionista che stava manifestando sull’A1 è rimasto ferito durante un presidio mentre nel Ragusano 65 persone sono state denunciate per presidi non autorizzati e altre otto a Napoli.

Per interrompere questa spirale di disagi, a Roma il prefetto Giuseppe Pecoraro ha fatto un’ordinanza che vieta fino a venerdì gli assembramenti di Tir presso i caselli autostradali di entrata nella Capitale e la circolazione all’interno del Gra di tutti gli automezzi adibiti al trasporto di merci, che non siano destinate alla distribuzione in città e nella provincia. Un provvedimento che, secondo il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, dovrebbero adottare al più presto anche gli altri prefetti italiani. Non c’è da sottovalutare, infatti, l’allarme lanciato da Coldiretti: il mancato trasporto manda in fumo ogni giorno 50 milioni di euro di prodotti alimentari deperibili.

Sul fronte taxi, invece, ieri c’è stata una tregua e a Roma le auto in servizio sono circolate regolarmente. La categoria ha fatto anche sapere che non ci sarà il preannunciato scioglimento dei turni, visto l’esito positivo degli incontri che i rappresentanti delle 23 sigle sindacali hanno avuto in questi ultimi due giorni con Pdl, Pd, Terzo Polo, Lega e Idv.
«Abbiamo ricevuto il massimo ascolto - spiegano -. I politici hanno capito che la licenza part-time deve significare la stessa auto affidata dal titolare dell’autorizzazione a un altro conducente per allungare i turni e che quella multipla è inapplicabile. Grande attenzione hanno dimostrato anche per quanto riguarda le richieste di carburante professionale, di sgravio dell’Iva sull’acquisto dei beni strumentali e sul riconoscimento di mestiere usurante. La norma che istituisce l’Authority, invece, non convince nessuno». Un accordo in vista, quindi, a patto che i tassisti tengano basso il livello di scontro nelle piazze. «Ci hanno assicurato che porteranno le nostre istanze nelle sedi opportune - concludono - ma che dobbiamo essere abbastanza furbi da non fare quello che stanno facendo i Tir».