LA PULIZIA E I POLVERONI

Credo che, da giugno ad oggi, i tifosi genoani abbiano sofferto troppo. Credo, soprattutto, che siano stati presi troppo in giro dai media. E credo che l’ultimo piattino che viene servito loro in questi giorni sia il più amaro: in casa rossoblù, anche a causa di improvvidi tam tam che si sono diffusi fra i tifosi, si è sparsa la voce che le intercettazioni sulle scommesse che coinvolgono anche alcuni giocatori della Sampdoria possano in qualche modo giovare alle sorti future del Genoa.
Mai speranza fu più infondata. Per una serie di motivi: l’inchiesta penale sulle scommesse sembra andare verso la chiusura definitiva e quella sportiva - sulla base delle cose lette finora - non sembra destinata a una sorte diversa. A Francesco Falchi si può rimproverare tutto - dalle prestazioni in campo fino a domenica, al bacio a Bazzani dopo un gol, alla leggerezza nel parlare - ma non si può confondere la violazione dell’articolo 1 del codice sul principio di lealtà sportiva, il più blando dei reati, con un illecito sportivo. Non si può confondere un deferimento con una condanna. Non si possono confondere discorsi (inopportuni) con passaggi di denaro. E, soprattutto, non si possono continuare a prendere in giro gli stessi genoani,
Certo, che poi la giustizia sportiva faccia acqua da tutte le parti è un dato di fatto: le incongruenze nel processo ai rossoblù sono troppe, dai bigliettini in giù. Ma l’unico vero punto scandaloso è quello denunciato dal nostro Diego Pistacchi sul Giornale e cioè che il file della sentenza d’appello è stato aperto e lavorato prima e non dopo l’inizio del processo. E’ sbagliatissimo non tanto che gli 007 sportivi abbiano archiviato subito tutte le altre partite, ma che ora riaprano il caso sulla base di una puntata del Processo del lunedì e della pubblicazione di intercettazioni di cui loro sono già in possesso. O hanno archiviato troppo presto allora (probabile), o non c’è alcun motivo di riaprire l’inchiesta, visto che non ci sono fatti nuovi. Tertium non datur.
Resta un dubbio: che bisogno c’era di pubblicare domenica gli atti su Flachi che ripetevano le stesse identiche cose lette sui giornali in estate e, addirittura, riportate dall’agenzia Ansa l’8 luglio? Domande, curiosità.