Pulizie d’oro al centro di formazione

Sui pavimenti del Centro di Formazione Professionale «Varaldo» di Savona gli addetti alle pulizie devono passare una cera particolare, per non parlare delle bollette di luce, gas e per i servizi di vigilanza. Se arrivano a costare una cifra che va dai 75 agli 80 mila euro all'anno, qualcosa di speciale questi servizi devono averlo. Questa la denuncia del gruppo di consiglieri di minoranza della Provincia di Savona, che nel corso di una conferenza stampa ieri mattina hanno tirato le orecchie all'amministrazione provinciale, colpevole di non verificare che l'utilizzo del denaro pubblico avvenga nel modo più efficiente possibile. Sotto alla lente le spese che la Provincia di Savona sostiene annualmente per il Centro «Varaldo», struttura destinata all'organizzazione di corsi di qualificazione e formazione professionale.
Dietro al tavolo il capogruppo di Forza Italia Livio Bracco e i consiglieri Eugenio Maineri, Rosavio Bellasio e Roberto Nicolick. «Il nostro compito di consiglieri di minoranza qui in Provincia di Savona - spiega Nicolick - è controllare che non solo i costi della politica siano ridotti, ma anche quelli che l'amministrazione provinciale sostiene attraverso tutte le sue ramificazioni». Il caso del Centro «Varaldo» è stato portato in luce a seguito di un'indagine svolta personalmente dai consiglieri, che attingendo alle scartoffie dei diversi uffici hanno mostrato le imbarazzanti cifre. «Se pensiamo che il Centro “Varaldo” è dato in comodato alla Provincia, che non sostiene dunque le spese per il canone di affitto, le cifre sembrano davvero troppo elevate». Dal 2000 sono più di 6 mila euro al mese: non per l'affitto, appunto, ma per generici servizi, come quelli di pulizia, luce, riscaldamento e sorveglianza privata.
L'affondo dell'opposizione in Provincia non finisce qui. Sul banco degli imputati anche gli adeguamenti annuali dei costi: «Sono avvenuti sulla base dell'inflazione - precisa Nicolick -, quando potevano essere utilizzati altri metodi di adeguamento». Anche su questo punto i consiglieri tacciano l'Amministrazione di utilizzare criteri troppo generosi, che non guardano al risparmio e alle tasche dei cittadini.