Punì l’alunno con un morso Maestra condannata a 4 mesi

da Milano

I bambini la chiamano «l'orologio», ed è l'impronta che le arcate dentali lasciano sulla pelle in seguito a un morso, ma non si tratta di un gioco se a mordere è una maestra e a subirlo è un alunno di quarta elementare.
Per questo episodio, avvenuto nel novembre del 2000 nella scuola elementare dell'Istituto comprensivo Sorelle Agazzi di piazza Gasparri a Milano, una maestra, allora supplente, è stata condannata dai giudici della quinta sezione collegiale di Milano a una pena di quattro mesi, con l'accusa di lesioni. Un alunno, che all' epoca dei fatti aveva nove anni, stava discutendo in aula con un compagno e, forse per gioco, forse per un litigio, aveva dato uno spintone all'amico. «Piccoli bastardelli» aveva gridato l'insegnante. I due si erano subito ricomposti, tornando a sedere al banco. La donna, secondo i giudici, si era però avventata sul bambino mordendogli il collo, lasciandogli l'impronta dei denti sulla pelle.
Il bambino aveva raccontato il fatto alla madre e poco tempo dopo i suoi genitori avevano ottenuto il trasferimento in un'altra scuola. Durante la precedente udienza il ragazzino, che ora ha 15 anni, ha ricostruito la vicenda con precisione riconoscendo la maestra in aula, spiegando che al tempo dei fatti non aveva dato grande rilevanza all'episodio, imbarazzato per essere stato comunque colto in fallo dalla maestra in un momento di confusione dovuto in buona parte al suo atteggiamento. Una testimonianza decisiva che ha portato alla condanna della maestra.