Punirete gli agenti?

Alex Montgomery*
Per la seconda volta in una settimana gli inglesi hanno guardato con orrore alle scene sconvolgenti dei tifosi inglesi coinvolti in scontri con le forze di polizia prima a Roma e poi a Siviglia. Le circostanze devono ancora essere analizzate, le colpe devono essere stabilite dalla Uefa e da autorità addirittura superiori ma gli inglesi ancora una volta sanno che il loro Paese è stato coperto di vergogna prima in Italia e poi in Spagna e nel mondo dalle azioni dei loro compatrioti, di certo una minoranza, forse persino una minoranza che si è sentita spinta a proteggersi da una reazione eccessiva da parte della polizia. Alla fine però sanno che come esponenti della nazione britannica saranno loro a essere biasimati. Gli inglesi ritengono di essere riusciti a controllare quei teppisti che viaggiano mescolati con i tifosi dopo decenni di sconvolgenti brutalità e bestiale comportamento in tutte le capitali europee. Dopo la tragedia di Heysel, una cicatrice che non potrà mai essere cancellata, è stato imperativo che le autorità trovassero una soluzione, un modo per imbrigliare gli hooligans che hanno disseminato il terrore dovunque l’Inghilterra sia stata rappresentata da una squadra del campionato nazionale o addirittura dalla nazionale stessa.
Per anni ho osservato con dolore come i teppisti inglesi si siano abbandonati a eccessi in Lussemburgo e in Belgio, in Svezia, in Germania, in Olanda, in Italia e in Spagna. Quello che sembrava uno sporadico comportamento antisociale si è sviluppato in una attività politica organizzata. Mi trovavo su un aereo dall’Uruguay a Santiago del Cile quando questi teppisti si sono azzuffati gli uni con gli altri quando John Barnes è stato insultato da un pattume umano che si schierava contro un uomo di colore che giocava per la nazionale inglese, soprattutto un atleta di tale talento da essere riuscito a segnare un grande gol contro il Brasile. A essere onesti le autorità si sono adoperate per eliminare il problema degli hooligans, hanno introdotto posti numerati negli stadi dopo il disastro di Hillsborough quando oltre 90 tifosi del Liverpool rimasero uccisi. Hanno isolato i teppisti, hanno aggiunto telecamere a circuito chiuso che hanno messo i reparti antisommossa della polizia in condizione di localizzare dove si sviluppavano i fenomeni di teppismo. Ha funzionato a livello nazionale all’interno degli stadi. Hanno incarcerato tutti quelli condannati per atti di teppismo, hanno instaurato leggi che impediscono ai teppisti condannati di viaggiare ogni volta che ci sono delle partite all’estero e hanno avuto successo fino a un certo punto. Molti degli atti di teppismo sono stati contenuti. La prima vera e molto choccante indicazione che «the boys» (i teppisti) erano rientrati in azione è apparsa chiara quando hanno disseminato il loro veleno contro l’allenatore della squadra inglese Steve McLaren durante le qualificazioni del campionato europeo in Inghilterra contro la squadra di Andorra a Barcellona. Ho guardato l’incontro in televisione in Inghilterra, non sono stato in grado di riconoscerli come i teppisti del passato ma ho riconosciuto il vecchio atteggiamento, le facce distorte da una rabbia incontrollabile. È stato quando la nazione si è resa conto che gli ordini restrittivi imposti due o tre anni prima, per impedire ai teppisti di raggiungere la Germania per le finali del campionato del mondo e prima ancora in Portogallo per le finali del campionato europeo, non stavano venendo più applicati. Queste leggi possono essere nuovamente instaurate soltanto dopo che questi teppisti saranno nuovamente condannati. Adesso siamo arrivati agli eventi di Roma che coinvolgono la squadra del Manchester United contro la squadra della Roma, altro orrore, altro choc. Le società calcistiche sono certe che le forze di polizia italiane a Roma non hanno operato degli eccessi contro i tifosi. Da esperienze del passato sappiamo che anche loro hanno una reputazione «da difendere». È un’argomentazione valida quando guardi quegli stessi poliziotti che si mettono a colpire tifosi privi di difesa con i loro manganelli.
La domanda che ci facciamo nuovamente è: tutto questo accade solamente ai tifosi inglesi? La reputazione dei tifosi inglesi richiede che la polizia spari per prima e poi faccia le domande? Deve essere detto che qui c’è un sostegno considerevole nei confronti di quelli che erano chiaramente dei tifosi inglesi innocenti. Uomini anziani, bambini e ragazze che si sono trovati nel mezzo degli scontri. Di certo in questo caso sono gli inglesi a dovere provare la loro innocenza. Poi Siviglia, la simpatia o il sostegno è diventato sospetto. È una coincidenza eccessiva dopo le spaventose scene della Città Eterna che noi ci ritroviamo a osservare nelle immagini ugualmente sinistre di Siviglia con i tifosi del Tottenham che si scontrano con la polizia strappando i sedili dello stadio in un altro caos maledetto. In questi giorni gli inglesi vogliono agire ma vogliono anche giustizia. Se inglesi saranno identificati come teppisti, con queste persone verranno fatti i conti. Ma se dovesse essere provato che la polizia italiana o la polizia spagnola in qualsiasi modo sono in colpa ci si aspetta che anche con loro vengano fatti i conti.
Alex Montgomery
*Scrittore e giornalista inglese
Traduzione di Sergio Altieri