Punite per le telefonate «regali»

Tutta colpa del re. Cesara Buonamici è stata sospesa per sei mesi dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio. Anna La Rosa per quattro. I loro nomi erano finiti nel calderone dell’inchiesta di Potenza, quella che aveva come pm protagonista Henry John Woodcock, e come accusato principale Vittorio Emanuele di Savoia. Si parlò, allora, di corruzione per le licenze di videopoker e le accuse erano per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, al falso e allo sfruttamento della prostituzione. Il nome di Vittorio Emanuele era in cima a un elenco di tredici arrestati e altri undici indagati contenuti in un'ordinanza di oltre duemila pagine. Ci furono poi le intercettazioni, con i nomi di Anna La Rosa, conduttrice Rai di «Telecamere», e Cesara Buonamici del Tg5, accostati a quello di Vittorio Emanuele. Nulla di straordinario. Chiacchiere, per lo più. E ora infatti la Buonamici scrive in una nota: «Se la notizia corrispondesse al vero, si tratterebbe di un fatto di inaudita gravità, non essendo stata la decisione fondata su prove o su elementi ad esse assimilabili, ma su convincimenti di natura puramente personale».